Esteri

Il nuovo obiettivo di Trump: “Mi aspetto di avere l’onore di prendere Cuba”

Nessuno Stato che sia più o meno ostile agli Usa può essere al riparo dalle voglie egemoniche del Presidente americano Trump. Dopo l’Iran, con il quale gli Usa sono già in guerra, ora si passa a Cuba ed ecco allora servite le volontà dell’inquilini pro-tempore della Casa Bianca. Il presidente degli Stati uniti Donald Trump ha dichiarato di aspettarsi “l’onore di prendere Cuba”, mentre l’isola è alle prese con un blackout totale legato alla crisi energetica. Lo riferiscono i media Usa.

Parlando con i giornalisti alla Casa bianca, Trump ha affermato: “Credo che avrò l’onore di prendere Cuba. Che io la liberi o la prenda, penso di poter fare qualsiasi cosa voglia”.

Il presidente ha sottolineato che gli Stati uniti sono in trattativa con L’Avana sul futuro del paese, definendo Cuba “una nazione molto indebolita in questo momento”. Secondo quanto riportato, durante i colloqui funzionari statunitensi avrebbero chiesto la rimozione del presidente Miguel Diaz-Canel.

Washington ha intensificato la pressione sull’isola dopo aver interrotto le forniture di petrolio dal Venezuela e minacciato misure contro i paesi che esportano energia verso Cuba, contribuendo alla crisi della rete elettrica.

Il presidente cubano ha ribadito che eventuali negoziati dovranno avvenire nel rispetto della sovranità nazionale e senza interferenze negli affari interni.

Cuba: Nyt, Usa hanno detto a negoziatori che loro presidente deve dimettersi

Gli Stati Uniti hanno comunicato ai negoziatori di Cuba che, affinché si possano compiere progressi significativi nei colloqui, il presidente Miguel Díaz-Canel deve dimettersi. Lo scrive il New York Times, citando persone a conoscenza dei colloqui. La mossa eliminerebbe una figura chiave, ma lascerebbe al potere il governo comunista che governa Cuba da oltre 65 anni. Gli americani hanno fatto capire ai negoziatori cubani che il presidente deve dimettersi, ma lasciano ai cubani la decisione sui prossimi passi. Finora Washington, spiegano le fonti, non ha esercitato pressioni per intraprendere alcuna azione contro i membri della famiglia Castro, che rimangono i principali detentori del potere nel paese. Un atteggiamento, sottolinea il Nyt, in linea con la volontà generale di Donald Trump e dei suoi collaboratori di imporre l’obbedienza al regime piuttosto che un cambio di regime nella loro politica estera.

Red

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