La guerra di Putin

Il Papa: “Guerra atomica, il diluvio guadagna terreno nell’inconscio. In Ucraina bambini vittime della superbia degli adulti”

“Sembra che il simbolo del diluvio stia guadagnando terreno nel nostro inconscio”. Così papa Francesco all’udienza generale. “La nostra fantasia appare sempre più concentrata sulla rappresentazione di una catastrofe finale che ci estinguerà: quello che succede con una eventuale guerra atomica”.
“Da un lato”, ha detto Jorge Mario Bergoglio proseguendo un ciclo di catechesi sulla vecchiaia, “abbiamo l’ottimismo di una giovinezza eterna, acceso dai progressi straordinari della tecnica, che dipinge un futuro pieno di macchine più efficienti e più intelligenti di noi, che cureranno i nostri mali e penseranno per noi le soluzioni migliori per non morire. Dall’altra parte, la nostra fantasia appare sempre più concentrata sulla rappresentazione di una catastrofe finale che ci estinguerà. Quello che succede con una eventuale guerra atomica. Il ‘giorno dopo’ – se ci saranno ancora giorni ed esseri umani – si dovrà ricominciare da zero. Distruggere tutto per ricominciare da zero. Non voglio rendere banale il tema del progresso, naturalmente. Ma sembra che il simbolo del diluvio stia guadagnando terreno nel nostro inconscio. La pandemia attuale, del resto, mette un’ipoteca non lieve sulla nostra spensierata rappresentazione delle cose che contano, per la vita e per il suo destino”.

Prima dell’udienza il Papa aveva detto anche altre cose rivolgendosi e pregando con un gruppo di ragazzi. In Ucraina i bambini soffrono per colpa della superbia degli adulti. Lo ha detto Papa Francesco ricevendo, prima dell’udienza del mercoledì, gli studenti della scuola “La Zolla” di Milano. “Pensiamo a tanti bambini e ragazzi che sono in guerra, che oggi in Ucraina stanno soffrendo”, ha detto, “Sono come noi, come voi: 6, 7, 10, 14 anni. Prima della preghiera, il Papa aveva chiesto ai ragazzi milanesi di rivolgere il loro pensiero “ai tanti bambini, bambine, ragazzi e ragazze che sono in guerra e che stanno soffrendo”. Voi avete davanti un futuro, una sicurezza di crescere in una società di pace, “e invece questi piccoli devono fuggire dalle bombe, con quel freddo che fa lì”. Oggi stanno soffrendo, a tremila chilometri da qui. Ecco le sue parole e la preghiera finale.  E adesso vi chiedo di pensare, fare un pensiero. Tutti guardiamo al cuore e pensiamo ai tanti bambini, bambine, ragazzi e ragazze che sono in guerra, che oggi in Ucraina stanno soffrendo, sono come noi, come voi. Sei, sette, dieci, quattordici anni e voi avete davanti un futuro, una sicurezza sociale di crescere in una società in pace. Invece questi piccoli, anche piccolini, devono fuggire dalle bombe, stanno soffrendo, tanti, con quel freddo che fa lì… Pensiamo. Ognuno di noi pensi a questi bambini, bambine a questi ragazzi, ragazze, oggi stanno soffrendo, oggi, a 3000 km da qui. Preghiamo il Signore. Io farò la preghiera e voi con il cuore con la mente pregate con me. Signore Gesù ti prego per i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze che stanno vivendo sotto le bombe che vedono questa guerra terribile che non hanno da mangiare che devono fuggire lasciando casa tutto… Signore Gesù guarda questi bambini, questi ragazzi, proteggili, sono le vittime della superbia di noi, gli adulti. Signore Gesù benedici questi bambini e proteggili. Insieme preghiamo la Madonna perché li protegga. E così in silenzio come stiamo noi, riceviamo la benedizione del Signore.

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