di Wladymiro Wysocki (*)
E’ notizia di questi giorni che ha suscitato stupore, rabbia e dolore la morte di un giovane ragazzo, Giuseppe Russo, di Collepasso in provincia di Lecce, che ha soli 23 anni perde la vita a causa dal morso di un ragno violino.
Giuseppe Russo, operaio di una ditta di manutenzione del verde, durante il consueto lavoro di giardinaggio, il giorno 15 luglio sente improvvisamente un pizzico alla gamba destra. Inizialmente era convinto che quel fastidio fosse stato provocato da una zanzara o da altro insetto senza dare particolare importanza.
Forse uno come tanti avuti nel corso del suo lavoro e quindi tranquillo che fosse nulla di grave.
La situazione ha cominciato a degenerare fino a ritrovarsi con la gamba nera.
Dai primi controlli è emerso subito che si trattasse di un ragno violino, tipico delle aree mediterranee e facile da trovare anche nelle comuni abitazioni.
Da qui il calvario del giovane tra ospedali, cure, terapie e interventi chirurgici ma nulla è servito per porre rimedio al fatale morso che il giorno 17 agosto ha spezzato una giovane vita.
Il nome scientifico è Loxosceles rufescens, si tratta di un ragno di dimensioni molto piccole che raggiunge al massimo i 4-5 centimetri, solo le femmine hanno il corpo leggermente più grande rispetto ai maschi. Si presenta con un colore marrone-giallastro con una macchia sul prosoma (parte anteriore del corpo) che ricorda il violino, da qui appunto il nome.
Vive da sempre nel nostro Paese ed è facile trovarlo prevalentemente negli anfratti, raramente tesse una ragnatela per la caccia e comunque non del genere classico che tutti abbiamo nell’immaginario, è più che altro una serie di fili disordinati.
Rientra tra le specie notturne.
Tecnicamente non è aggressivo, anzi, predilige la fuga tanto è vero che viene definito un ragno timido e poco aggressivo, il suo morso è una difesa nel momento in cui si sente minacciato.
Come riporta all’agenzia ANSA la tossicologa Donata Favretto, dell’Università di Padova, il ragno violino al 70% dei casi non causa danni gravi.
Al momento del morso non si percepisce dolore e i sintomi possono comparire anche diverse ore dopo e nei due terzi dei casi può essere accompagnato da una piccola dose di veleno, la citotossina, che viene iniettata nella pelle causando un intorpedimento e arrossamento.
Nell’arco temporale di 24-48 ore possono comparire delle lesioni con la presenza di ulcere se queste vengono trascurate da un tempestivo intervento medico.
Le cure richiedono diverso tempo, anche mesi, e in alcuni casi è necessario un intervento chirurgico per asportare la parte del tessuto lesionato.
È sicuramente da non sottovalutare il morso di questo piccolo Aracnido e di rivolgersi il prima possibile al più vicino centro veleni.
Purtroppo l’incontro dell’uomo con questa specie non è così raro, oltre al caso appena citato, lo scorso 13 luglio un carabiniere del servizio scorte del tribunale di Palermo ha perso la vita per la stessa causa.
Nella giornata del 18 agosto ben otto ragni violino sono stati individuati in una abitazione di Capena, nei pressi di Roma.
Facciamo molta attenzione alla presenza di questo ospite indesiderato sia nelle nostre abitazioni, negli alberghi, nei campeggi, al mare, nei locali all’aperto, nelle aree di lavoro esposte a particolari contesti ambientali.
Senza allarmismi ma teniamo bene a mente la tipologia del ragno per individuarlo prontamente, ricordiamo che non è lui ad attaccare ma il suo morso è una difesa e soprattutto ricorriamo alle cure mediche tamponando la zona lesa con ghiaccio e lavando con abbondante acqua.
*Esperto di sicurezza sul lavoro
