Ilaria Salis di nuovo in catene. Come se il precedente polverone diplomatico non si fosse mai alzato, il processo si riapre nell’aula del tribunale di Budapest con le stesse foto che avevano fatto scandalo la prima volta. E si richiude con un’altra delusione: respinta la richiesta dei domiciliari in Ungheria presentata dai legali della difesa. “È ancora pericolosa – ha argomentato il giudice József Sòs. “C’è una costante di pericolosità perché è comparsa quattro volte in tribunale in Italia. Tredici mesi di carcere non sono eccessivi. C’è ancora il pericolo che Salis scappi o che si nasconda. Quindi è necessario che resti in carcere”. Di fronte a tutto questo ormai è evidente, chiarissimo e indiscutibile che l’Ungheria abbraccia altri ideali. Probabilmente preferisce non mettere in catene i nazisti che sostavano minacciosi fuori dall’aula di tribunale, attaccando senza che nessuno, tra polizia e guardie carcerarie, intervenisse, parlamentari italiani legali della Salis e parenti. Di fronte a tutto questo l’Ungheria, insieme al suo Presidente Orban, è evidentemente fuori dal Diritto dell’Unione Europea.Ilaria Salis è da 13 mesi in carcere a Budapest con l’accusa di aver aggredito tre militanti di estrema destra. Durissimo il padre della giovane donna, Roberto Salis: “Una scelta negativa e molto frustrante. Ilaria è molto delusa. Noi non ci arrendiamo, troveremo un modo per tirarla fuori di lì, ma il governo italiano ora faccia un esame di coscienza”. Mentre l’Ungheria non indietreggia e continua ad ostentare forza, il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, intervistato a Sky Tg24 dice: “La signora Salis spero possa essere assolta. Anche oggi è stata accompagnata in aula in manette, anche se poi sembra le siano state tolte. Eviterei però di politicizzare la questione. A me preoccupa la cittadina Salis, non di che partito è e come la pensa. Lo scontro politico non favorisce la signora Salis”.
