Politica

In Italia la maggioranza si spacca per Navalny: le dichiarazioni di Salvini

  

di Viola Scipioni

 

Durante un’intervista su Rtl 102.5il segretario della Lega, Matteo Salvini, si è espresso su quanto accaduto all’oppositore russo Alexei Navalny, morto nella giornata di sabato 16 febbraio 2024. «Difficilmente riesco a sapere cosa succede in Italia, come posso giudicare cosa è successo dall’altra parte del mondo? Capisco la posizione della moglie di Navalny, bisogna fare chiarezza, ma la faranno i medici, i giudici, non la facciamo noi», parole sconcertanti quelle del leader della Lega, che prendono largamente distanza dalla posizione di molti esponenti del partito, tra cui Massimiliano Romeo. Il senatore, presente infatti alla fiaccolata per l’attivista russo in piazza del Campidoglio a Roma, dopo le accuse di molti dei partecipanti ha ribattuto: «ricordo che ci sono Presidenti del Consiglio che hanno stipulato accordi con Putin rendendo il nostro Paese dipendente dalla Russia a livello energetico. Quello che è accaduto è davvero sconcertante. In democrazia, dove l’opposizione è alla base, un fatto di questo genere testimonia che ci troviamo davanti a un sistema autoritario che bisogna contrastare». Sulla stessa linea, anche l’alleato di governo, Vicepremier e Ministro degli Esteri Antonio Tajani di FI: «la Russia non tollera nessun vero elemento di democrazia, Navalny di fatto è stato ucciso dal sistema e quel sistema è pericoloso per l’Europa». Non è la prima volta che Salvini si esprime in maniera così discutibile riguardo la Russia di Putin: oltre ad esserne stato un grande sostenitore prima dell’invasione in Ucraina, note erano le manifestazioni di affetto per il Presidente della Federazione. Si ricordano, infatti, le parole del sindaco di Przemysl, una cittadina polacca, che nel 2022 smascherò Salvini dal suo filo-putinismo: con in mano una foto ritraente il leader del Carroccio intento ad indossare una maglia raffigurante Putin, ha detto «andiamo insieme al confine con questo regalo per far vedere a tutti cosa sta facendo il suo amico Putin al popolo ucraino». La pessima figura non è bastata, a quanto pare, a fargli cambiare idea, neanche dinnanzi al decesso di un attivista così importante come Navalny. Un gelo questo che rimane anche con Meloni: sul volo per la Sardegna di mercoledì 21 febbraio 2024, i due non hanno minimamente toccato l’argomento, limitandosi a discutere soltanto dei vari discorsi elettorali che verranno proclamati nei prossimi giorni in occasione delle elezioni di regionali.

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