Cronaca

In poche ore quattro morti sul lavoro. E’ una strage silenziosa e infinita

Una vittima a Pietrasanta nel distretto del marmo. Un’altra ad Arezzo. Mentre un terzo uomo moriva poche ore prima, nella giornata di martedì, per un caduta a Napoli: si tratta di un operaio della società Icm impiegato per conto di Metropolitana di Napoli che lavorava alla fermata ‘Tribunali’ della linea 1. E’ una strage infinita quella sul lavoro. Uno dei tre incidenti è avvenuto a Napoli nel cantiere della linea 1 della Metropolitana, nel tratto compreso tra il Centro direzionale e Capodichino. A morire di lavoro, Luigi Mancuso, 59 anni, dipendente della società Icm per conto di Metropolitana di Napoli. Luigi lascia due figli e la moglie. “Non possiamo chiamarle ‘disgrazie’, è urgente rimettere mano alla legislazione nazionale sul lavoro, introducendo il reato di ‘omicidio colposo’ e riaprire una stagione contrattuale che recuperi un maggiore potere di controllo e contrattazione sull’organizzazione nei luoghi di lavoro”. Così, in una nota, il segretario generale della Fillea Cgil di Napoli, Giovanni Passaro. Il secondo ad Arezzo, dove un altro lavoratore ha perso la vita in un’azienda agricola di Castiglion Fiorentino, provincia di Arezzo. L’uomo è caduto da un albero altro sei metri e non ha avuto scampo. Sul posto sono arrivate l’automedica e l’ambulanza. I sanitari hanno effettuato tutte le operazioni per rianimare il paziente, che era incosciente e che poi è deceduto. Sono intervenuti sul posto i carabinieri. In corso le indagini per incidente sul lavoro. Il terzo a Livorno dove un uomo di 54 anni di origini filippine (imbarcato come marinaio a bordo della M/N Meligunis M battente bandiera italiana) è morto dopo che un cavo d’acciaio lo ha colpito in pieno mentre stava facendo delle operazioni di ormeggio di una nave all’interno del porto. L’uomo è stato sottoposto a numerosi tentativi di rianimazione, ma per lui non c’è stato niente da fare. “Le dinamiche sono ancora da chiarire. Quello che è sicuro è che dobbiamo cambiare direzione: lo abbiamo ripetuto in tutte le sedi istituzionali e lo continueremo a fare. In segno di protesta e nel rispetto della vita persa nel tragico incidente mortale abbiamo perciò deciso di proclamare per domani mercoledì 8 settembre 2021 uno sciopero di 2 ore per tutti i lavoratori e il personale marittimo del porto di Livorno e Piombino. Lo sciopero sarà effettuato al termine di ogni turno lavorativo”, così in una nota Giuseppe Gucciardo (Filt Cgil), Gianluca Vianello (Uiltrasporti) e Dino Keszei (Fit Cisl). E c’è una quarta vittima, questa volta a Perugia, si tratta di un camionista di Perugia di 72 anni è morto a Ellera di Corciano in seguito al ribaltamento del mezzo. All’origine dell’incidente non si esclude un malore dell’autista. La Filt Cgil dell’Umbria esprime cordoglio e vicinanza alla famiglia del camionista perugino morto oggi, 6 settembre, mentre era alla guida del suo mezzo all’altezza di Ellera di Corciano. “Crediamo che a 72 anni non si possa e non si debba svolgere una professione così usurante e faticosa come quella dell’autotrasportatore – afferma Sandro Gentili, del sindacato dei trasporti Cgil – e che quindi questa tragedia debba far riflettere sulla necessità di ringiovanire un settore in cui l’età media dei lavoratori continua inesorabilmente ad avanzare, basti pensare che, secondo gli ultimi dati disponibili, solo il 18,1% di chi guida un mezzo pesante in Italia ha meno di 40 anni. Al tempo stesso – conclude Gentili – è necessario salvaguardare ed accrescere il benessere degli autotrasportatori, migliorando le condizioni lavorative di chi muove le merci che fanno andare avanti il paese”.

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