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Inarrestabile il conflitto tra Hamas e Israele, vittime tra civili e militari

Almeno 17 soldati israeliani sono rimasti feriti in un’esplosione avvenuta a Jenin, in Cisgiordania. Lo riferiscono – come riporta Al Jazeera – i media locali. La deflagrazione sarebbe avvenuta a seguito di un’imboscata tesa da combattenti palestinesi durante intensi scontri. Sui social circolano numerosi video che mostrano elicotteri israeliani che evacuano i feriti. Durante l’operazione – condotta con il supporto di bulldozer, droni ed elicotteri d’attacco Apache – le forze israeliane hanno arrestato tre palestinesi e ne hanno ferito un altro. L’esercito israeliano ha anche annunciato la morte di un soldato “durante l’operazione antiterrorismo a Jenin” in Cisgiordania la scorsa notte. Lo ha detto il portavoce militare secondo si tratta del “capitano Alon Sacgiu” (22 anni). Secondo la fonte altri 16 soldati israeliani sono stati feriti nello stesso incidente provocato da un ordigno piazzato lungo la strada. Secondo i media, la Jihad islamica ha rivendicato il piazzamento dell’ordigno esplosivo.

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno colpito in un raid aereo una scuola a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, usata dai miliziani di Hamas centro di comando. Secondo i militari, la scuola di al-Hasna veniva utilizzata da Hamas come centro di comando dove gli agenti ”pianificavano, dirigevano ed effettuavano numerosi attacchi” contro le forze israeliane nella Striscia. Gli agenti di Hamas sono stati colpiti da aerei da combattimento e droni, precisa l’Idf. Va  detto anche che fonti mediche di Gaza hanno riferito che cinque persone sono state uccise e altre ferite in bombardamenti israeliani su una casa nel quartiere di Shujaiya, a est della città di Gaza. Lo riporta Wafa. Le stesse fonti hanno aggiunto che diversi civili sono stati uccisi a est del campo profughi di Bureij, nel centro della Striscia di Gaza. Intanto tre persone sono state uccise e altre 11 ferite in un attacco attribuito a Israele a sud di Damasco. Lo ha sostenuto l’Osservatorio siriano per i diritti umani, ripreso dai media israeliani. L’attacco – secondo la stessa fonte – avrebbe centrato una struttura usata dagli Hezbollah e dalle milizie iraniane vicino la città di Sayyidah Zaynab. Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno segnalato la more del capitano Alon Sacgiu, 22 anni di Hadera, comandante di una squadra di cecchini dell’Unità di ricognizione Haruv della Brigata Kfir. Il militate è caduto durante un’attività operativa nell’area della Brigata Menashe, ha annunciato l’Idf spiegando di aver informato la famiglia.

aggiornamento la crisi mediorientale ore 14.32

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La Guardia di Finanza e le illegalità nelle Gare della Sanità pubblica pugliese il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari, con il supporto di militari del Comando Provinciale di Foggia, sta dando esecuzione a un’ordinanza – emessa dal competente G.I.P. del Tribunale di Foggia su richiesta della locale Procura della Repubblica – applicativa della misura cautelare personale (arresti domiciliari) nei confronti di 6 soggetti. Il provvedimento cautelare si fonda su un compendio gravemente indiziario a carico dei predetti soggetti indagati, a vario titolo e in concorso tra loro, per i reati di turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, commessi a Foggia nel periodo 2019 – 2020. Le indagini sono state eseguite dal Gruppo Tutela Mercato Beni e Servizi del Nucleo P.E.F. Bari – con il coordinamento della Procura della Repubblica di Foggia – mediante intercettazioni ambientali, telefoniche e telematiche, escussione di persone informate sui fatti, servizi dinamici di osservazione e pedinamento, perquisizioni e analisi della copiosa documentazione, cartacea e informatica, sequestrata. Le complesse attività investigative hanno consentito di disvelare la presunta “manipolazione” delle seguenti due gare di appalto bandite da Enti pubblici foggiani operanti nel campo della sanità: – affidamento del servizio di elisoccorso ordinario per un impegno di spesa pari a € 36.600.000 per il primo quinquennio e € 29.800.000 per l’eventuale proroga contrattuale opzionale; – affidamento del servizio di trasporto aereo di organi e di equipe medica per attività di prelievo e trapianto organi, per un impegno di spesa pari a € 2.642.494 per il primo quadriennio, estendibile – in caso di proroga – fino a € 4.622.494.In base all’ipotesi accusatoria, i vertici e i rappresentanti ufficiali degli Enti pubblici committenti avrebbero creato con i referenti di una s.r.l. foggiana attiva nel settore del trasporto aereo (per lo più, con l’intermediazione di un medico in pensione particolarmente inserito nel tessuto politico-sociale della città dauna) una “corsia parallela riservata” volta a rendere quest’ultima la società “predestinata” ad aggiudicarsi le gare, all’insaputa dei suoi futuri o attuali concorrenti. Corsia, questa, costellata di discovery indebite, di raccolta e recepimento di bozze di capitolati o di controdeduzioni agli argomenti degli ignari competitors, nonché di suggerimenti alle stazioni appaltanti volti, in un primo momento, a pilotare la composizione delle commissioni di gara e, successivamente, a condizionare l’operato dei commissari. Con ciò suggellando un’alleanza “contro natura”, la quale – pur non sfociando in una decisione favorevole ai “predestinati” – avrebbe, comunque, minato alle fondamenta e alterato l’intero corso delle gare “attenzionate”. Nello specifico, i referenti della s.r.l. foggiana in relazione alla gara per l’affidamento del servizio di elisoccorso ordinario sarebbero stati i “ghost writers” del capitolato speciale e del disciplinare di gara, avendone materialmente curato la predisposizione nei locali aziendali, peraltro, anche con la presenza del R.U.P. della procedura di gara, fino a quel momento ignaro dei contenuti dei predetti atti. Inoltre, gli stessi referenti della società dauna – nell’ambito della gara per l’affidamento del servizio di trasporto aereo di organi e di equipe medica – si sarebbero adoperati, dapprima, per far predisporre dalla stazione appaltante un capitolato favorevole alla loro impresa, intervenendo anche nella definizione della tabella dei punteggi qualitativi; poi, si sarebbero attivati per garantire a quest’ultima l’accesso al “carteggio separato” tra l’Ente sanitario foggiano e la società concorrente risultata provvisoriamente aggiudicataria (ma con offerta economica ritenuta anomala e, pertanto, in fase di verifica) onde procedere alla stesura di osservazioni e controdeduzioni suscettibili di essere recepite dal medesimo Ente pubblico. La “manipolazione” dei citati appalti è stata ricostruita dalle Fiamme Gialle baresi, in particolare, mediante l’incrocio delle evidenze investigative rivenienti dalle attività di intercettazione tecnica con i contenuti dei files – già oggetto di condivisione tra i referenti della s.r.l. dauna e degli Enti pubblici committenti – estrapolati dai vari supporti informatici sequestrati agli indagati nel corso delle perquisizioni locali e domiciliari effettuate, su disposizione della Procura della Repubblica foggiana, nel febbraio 2020. La presente attività costituisce una chiara testimonianza del costante impegno profuso dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari – in sinergia anche con la Procura della Repubblica di Foggia – nel contrasto alle turbative degli appalti pubblici, a tutela della legalità e del buon andamento della Pubblica Amministrazione, nonché degli imprenditori onesti.

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