Dopo le parole di Beppe Grillo, che ha sbarrar la strada all’inceneritore di Roma, si scatena la bagarre e le polemiche politiche, va all’attacco il M5S: “Bruciare i rifiuti è incompatibile con il nostro futuro. Ed è ‘la negazione dell’economia circolare’: lo dice Beppe Grillo sul suo blog, e non avrebbe potuto dirlo meglio. La decisione unilaterale di Gualtieri sulla costruzione di un inceneritore a Roma è un atto di tirannia che sopprime tante speranze legate alla transizione ecologica, al recupero e al riciclo dei materiali, alla vita in una città più sana. È un debito pesantissimo contratto a danno delle future generazioni. Anche perché oltre all’inceneritore servirà comunque una discarica: altrimenti le ceneri dove le smaltiscono?” Lo afferma il consigliere capitolino del M5s e vicepresidente dell’Assemblea capitolina Paolo Ferrara. “Come Grillo – sottolinea Ferrara- siamo sconcertati che si sia deciso di dotare Gualtieri di poteri commissariali sulla gestione dei rifiuti. Non solo in questi pochi mesi ha già dimostrato di non meritarseli, significa anche avallare una filosofia che è del tutto opposta agli obiettivi dell’Unione Europea e ai principi di ecologia che fondano il Pnrr. Grazie Beppe, per non averci lasciati soli nella nostra protesta!”. Sul punto interviene anche Alberto Zolezzi, deputato del Movimento 5 Stelle in commissione Ambiente e medico pneumologo. “In quanto impianto che brucia rifiuti, un inceneritore, anche se di ultima generazione, spreca energia, inquina e aggrava la crisi climatica con le sue emissioni di gas serra, mettendo in pericolo anche la salute delle persone. Questi sono fatti incontrovertibili, sono la ragione per cui l’Europa colloca l’incenerimento in fondo alla gerarchia di gestione dei rifiuti ed esclude questi impianti da ogni forma di finanziamento comunitario, in quanto contrastanti con il principio DNSH, non fare danni significativi”. “Un recente studio condotto in tre Paesi europei da Zero Waste Europe – riprende Zolezzi – conferma che le persone che vivono nelle vicinanze degli inceneritori, anche di ultima generazione, potrebbero subire danni se mangiassero uova, latticini e verdure coltivate in quei territori, dove nella maggior parte dei casi si superano i limiti definiti dall’Ue per la sicurezza alimentare. A conferma di ciò, va evidenziato che l’indagine è stata realizzata anche in aree dove non ci sono fonti inquinanti diverse dagli impianti che bruciano rifiuti”. “Per quanto riguarda le pericolosissime diossine poi – aggiunge il deputato -, nonostante i dati ufficiali le diano in diminuzione rispetto all’incremento dei rifiuti inceneriti, va considerato che le misurazioni delle agenzie di controllo sono fatte per un breve lasso di tempo, tra le 6 e le 12 ore l’anno, peraltro annunciandole in anticipo e non esaminando le fasi di accensione e spegnimento, ma solo quelle di funzionamento ordinario. Secondo le analisi di ToxicoWatch Foundation, durante l’accensione e spegnimento degli impianti o durante i malfunzionamenti, la quantità di inquinanti è estremamente elevata: in poche ore le diossine superano quelle calcolate sulla media annuale nella fase di funzionamento a regime”. “A questo si aggiunge il fatto che gli inceneritori producono, come dice il nome stesso, anche molte ceneri: un terzo in peso dei rifiuti in ingresso. Queste ceneri sono rifiuti speciali e se non trattate adeguatamente costituiscono un ulteriore rischio per salute e ambiente” conclude. Poi Nobili, per Italia Viva: “L’economia circolare non è quella in cui da fondatore di un movimento vieni riciclato a consulente, lautamente retribuito. In tutta Europa si fa trasformando i rifiuti in energia e benessere. Il contrario di quello che ha fatto il M5S dove ha governato: ha sommerso Roma di spazzatura, ucciso la differenziata, bloccato le rinnovabili, tenuto l’Italia in ostaggio dei loro no. Ora basta!”, conclude. Ed ancora Calenda, leader di Azione:”1-Bruciare rifiuti per produrre energia È economia circolare 2-Le capitali pulite hanno termovalorizzatore, alternativa è discarica 3-A Roma abbiamo visto metodo M5S: promettere 70% differenziata, lasciarla ferma al 44%=città invasa da rifiuti. Basta idiozie, almeno su Roma”.
