Dopo la diffusione dei dati di Istat sull’inflazione, tutte le principali associazioni di tutela dei Consumatori, hanno preso posizione su quello che si profila come un vero e proprio salasso per le tasche degli italiani. Tra le associazioni hanno espresso la loro posizione Unc e Assoutenti, accanto a loro anche Federconsumatori. Ma andiamo a vedere nel dettaglio.
Inflazione: Unc, rialzo shock dovuto a guerra, +1.053 euro annui a famiglia
“Un rialzo shock. Una vera e propria mazzata dovuta all’effetto guerra. L’attacco all’Iran sta provocando nefaste conseguenze sull’inflazione, come ampiamente previsto. Se il blocco di Hormuz a marzo aveva già determinato i primi rincari su carburanti, gas del mercato tutelato, voli aerei intercontinentali e alcuni tipi di frutta e verdura, ora ha avuto ripercussioni ben più pesanti e l’epidemia non solo si è diffusa, ma è destinata a espandersi nei prossimi mesi”. Lo afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori, commentando i dati Istat sull’inflazione di aprile, salita al 2,8% dall’1,7% di marzo.
“L’inflazione tendenziale al 2,8% significa, per una coppia con due figli, un aumento complessivo del costo della vita pari a 1053 euro su base annua, una vera stangata, 287 euro per i soli prodotti alimentari e le bevande analcoliche, 304 per il carrello della spesa. Per una coppia con 1 figlio, la spesa aggiuntiva annua totale è pari a 966 euro, 252 euro soltanto per cibo e bevande, 269 per il carrello. In media, per una famiglia la sberla è di 753 euro, 198 per mangiare e bere”, conclude Dona.
Inflazione: Assoutenti, governo corra ai ripari o sarà crollo consumi
“La guerra in Iran fa schizzare al rialzo i prezzi alimentari in Italia, impattando in particolare sui prodotti freschi trasportati su gomma”. Lo afferma Assoutenti commentando i numeri dell’Istat sull’inflazione di aprile.
“Il comparto alimentare risulta uno di quelli più colpiti dalla situazione in Medio Oriente e dall’aumento dei costi di trasporto, al punto che per alcuni prodotti si registrano aumenti a due cifre: se gli alimentari non lavorati salgono in media del +6% su anno, la verdura fresca rincara di oltre il 22% rispetto allo scorso anno – denuncia Assoutenti – Incrementi dei prezzi che colpiscono voci primarie di cui i cittadini non possono fare a meno, mettendo in crisi i bilanci dei nuclei meno abbienti”.
“L’escalation dei carburanti ha aggravato i costi di trasporto che sono stati scaricati sui consumatori finali attraverso rincari dei prezzi al dettaglio: per questo il governo deve proseguire sul taglio delle accise e agevolazioni per gli autotrasportatori, e vigilare con la massima attenzione su speculazioni o andamenti anomali dei listini, per evitare un drammatico calo dei consumi che avrebbe conseguenze disastrose per l’economia italiana”, conclude il presidente Gabriele Melluso.
Inflazione: Federdistribuzione, serve senso responsabilità da tutta la filiera
“I dati diffusi dall’Istat confermano un andamento dell’inflazione in controtendenza rispetto ai mesi scorsi. Cominciano a manifestarsi i primi effetti della crisi in Medio Oriente, in particolare sui beni energetici, mentre il carrello della spesa risente dell’accelerazione degli alimentari non lavorati”. Lo afferma Federdistribuzione, commentando le stime preliminari sui prezzi al consumo del mese di aprile, che evidenziano un indice generale di inflazione in risalita +2,8% su base annua e un carrello della spesa che segna su base tendenziale un +2,5%.
“La chiusura dello Stretto di Hormuz sta determinando un aumento dei costi energetici, dei carburanti e dei fertilizzanti, con effetti che iniziano già a riflettersi lungo l’intera filiera. Anche le imprese del retail moderno, per loro natura energivore – tra trasporti, gestione della catena del freddo e climatizzazione dei punti vendita – stanno affrontando un incremento significativo dei costi operativi. In questo contesto complesso, il settore è impegnato ad assorbire, per quanto possibile, tali pressioni, con l’obiettivo di tutelare le filiere produttive e il potere d’acquisto delle famiglie. Tuttavia, se questa situazione dovesse protrarsi, le imprese distributive non sarebbero in grado di sostenere da sole gli aumenti senza adeguati interventi”, ha dichiarato Carlo Alberto Buttarelli, Presidente di Federdistribuzione.
“È quindi necessario agire tempestivamente, sia a livello nazionale che europeo, per riequilibrare le dinamiche dei costi lungo le filiere, sia agroalimentari sia del retail specializzato, già penalizzate da una domanda interna debole, che questo clima di incertezza tende ad aggravare. In uno scenario ancora difficile da prevedere per durata e intensità, come Federdistribuzione ribadiamo l’importanza di un’assunzione di responsabilità da parte di tutti gli attori della filiera. Le imprese della Distribuzione Moderna continueranno a fare la propria parte per evitare dinamiche che possano trasferire sui cittadini costi non giustificati da reali condizioni di mercato”, ha aggiunto Buttarelli.
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