Economia e Lavoro

Intesa San Paolo: 112 miliardi nuovo credito per green e sociale al 2029, 30% delle erogazioni

Intesa Sanpaolo rafforza il supporto ai progetti di sostenibilità di imprese e famiglie destinando il 30% delle nuove erogazioni a medio-lungo termine al credito sostenibile, ovvero 112 miliardi di euro nell’arco dei quattro anni del Piano presentato a febbraio per il ‘sustainable lending’. Di queste, circa 87 miliardi sono destinati alla transizione green e circa 25 miliardi a crediti con impatto sociale. Nel Piano il Gruppo ha inoltre “confermato gli impegni di decarbonizzazione in linea con l’obiettivo Net-Zero al 2050, attraverso il rafforzamento dei target al 2030 relativi a emissioni finanziate, asset management, assicurazioni ed emissioni proprie”. Come ha spiegato il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, “la sostenibilità è importante non solo per Intesa Sanpaolo, è importante per il pianeta. Noi dobbiamo imparare a convivere con il cambiamento climatico che abbiamo prodotto, lo dobbiamo arrestare”. Gros-Pietro è intervenuto all’incontro ‘Energia e adattamento climatico: nuove sfide per le imprese’, nel quale Intesa Sanpaolo ha riunito istituzioni, finanza e mondo delle imprese in un convegno sulle evoluzioni del mercato dell’energia e infrastrutture a livello europeo e sulle possibili soluzioni per affrontare le sfide climatiche in un contesto internazionale complesso. A margine Gros-Pietro ha sottolineato che il problema “è quello delle risorse riproducibili, noi stiamo consumando ogni anno molto di più di quanto il pianeta possa riprodurre di queste risorse e questo non può continuare”. Per questo motivo, “abbiamo bisogno di nuove tecnologie, le nuove tecnologie scendono dalle nuove conoscenze, quindi investire in conoscenza e poi subito dopo investire in applicazioni della conoscenza”, ha spiegato. Ed è in questo contesto che entra in gioco la finanza, “perché il nostro compito è quello di fornire questi capitali in modo di ottenere da un lato quello che è necessario e dall’altro di poter remunerare i risparmiatori che mettono a disposizione questi capitali, questa è la missione che noi abbiamo inteso darci e che continuiamo a perseguire, direi con successo, perché siamo ai vertici delle classifiche sulla sostenibilità di tutti i tipi”, ha aggiunto. Per il presidente di Intesa Sanpaolo l’adattamento climatico “non riguarda solo la gestione dell’emergenza ma la capacità stessa di anticipare, assorbire e trasformare i mutamenti in opportunità e il nostro supervigilante di Francoforte è molto attento e molto esigente in questa direzione”. La transizione energetica, ha sottolineato durante il suo intervento, “è una leva strategica, ridefinisce filiere e modelli di business, richiede capacità di innovare e un coordinamento tra le diverse parti coinvolte e per essere efficace deve avere una dimensione sistemica, non può essere affidata unicamente alla volontà dei singoli attori economici”. Per Paola Angeletti, Chief Sustainability Officer della banca, “il punto più importante emerso oggi credo sia il fatto che adattamento climatico e transizione energetica sono due facce della stessa strategia. Occorre visione ma anche capacità di esecuzione in tempi rapidi. Si tratta di una sfida sistemica, che riguarda il modo in cui programmiamo le nostre economie, il ruolo delle imprese, la collaborazione tra pubblico e privato. E naturalmente come Banca intendiamo fare la nostra parte”.

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