Le Guardie rivoluzionarie rivendicano gli attacchi alle basi statunitensi in Kuwait e Bahrein. Lo riferisce Al Jazeera. Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno quindi rivendicato gli attacchi contro “importanti infrastrutture e strutture” nelle basi statunitensi in Kuwait e Bahrein, facendo presente che si trattava della prima fase di una “risposta punitiva” agli attacchi statunitensi contro l’Iran. In una dichiarazione diffusa dalla tv Irib, il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche (Irgc) ha affermato che le sue forze navali e aeree hanno condotto un’operazione congiunta con missili e droni poche ore dopo gli attacchi statunitensi. Secondo l’Irgc l’operazione ha preso di mira la base militare di Camp Arifjan e la base aerea di Ali Al Salem in Kuwait, oltre alle basi di Juffair e Sheikh Isa in Bahrein.
Usa colpiscono ponti verso città sepoltura Khamenei
Il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche afferma poi che gli attacchi statunitensi hanno colpito i ponti sulle strade che portano a Mashhad, la città in cui l’ex guida suprema Khamenei verrà sepolto nel corso della giornata. Lo riporta Al Jazeera. Secondo quanto riferito dalle Guardie rivoluzionarie – riferisce ancora Al Jazeera – si tratterebbe di “due ponti nelle province orientali verso la città santa di Mashhad. Quella città è il luogo in cui l’ex guida suprema Khamenei verrà sepolto nel corso della giornata”. Per il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche gli attacchi statunitensi miravano a oscurare la cerimonia funebre “storica”. Inoltre viene fatto presente che le forze statunitensi avevano lanciato sette missili contro il ponte Aq Tekeh Khan, fuori dalla città di Aqqala, provocando due esplosioni sulla linea ferroviaria.
Red
