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Iran, scoperti migliaia di sigilli di argilla risalenti a 4mila anni fa

Gli scavi in corso nel sito di Tappeh Teleneh, nell’Iran occidentale, hanno portato alla luce l’8 novembre un gran numero di sigilli di argilla che sarebbero stati utilizzati, tra le altre cose, per le porte dei magazzini o per vasi

Tappeh Teleneh è un sito archeologico situato nei pressi della città iraniana di Kermanshah (nella provincia omonima), a 525 chilometri da Teheran.

Kermanshah fu fondata dal re sasanide Bahram IV nel IV secolo e fu teatro di importanti eventi storici, come la conquista araba nell’anno 640, la sua fortificazione in epoca safavide (1502-1722) e la feroce resistenza agli attacchi turchi durante la dinastia Qajar, che governò la Persia dal 1795 al 1925.

Il sito di Tappeh Teleneh, localizzato per la prima volta nel 1998, è stato fin dal primo momento al centro dell’attenzione degli archeologi, che hanno iniziato a scavare e scoprire oggetti che avrebbero confermato l’importanza di questa regione nelle antiche rotte commerciali e culturali. Infine, il valore di Tappeh Teleneh è stato decisivo affinché fosse inclusa nella lista del Patrimonio nazionale dell’Iran nel 2003.

 

Nel 2020 a Tappeh Teleneh sono iniziati gli scavi archeologici che usano i metodi scientifici più moderni sotto la direzione dell’archeologo iraniano Shokouh Khosravi. La sua équipe ha portato alla luce vari frammenti di ceramica, figurine di animali e una vasta collezione di sigilli di argilla. Questi risultati hanno spinto a nuove ricerche sulle connessioni culturali ed economiche tra quest’area e altre parti dell’antico Iran e della regione mesopotamica.

Alcuni degli oltre quattromila sigilli di argilla trovati a Tappeh Teleneh risalgono a circa cinquemila anni fa. Ma a cosa servivano?

Gli archeologi ipotizzano che la maggior parte di questi sigilli sarebbero stati utilizzati per le porte dei magazzini dell’insediamento. E tra gli oggetti rinvenuti ci sono 447 serrature di argilla per sigillare porte, 2.970 sigilli per vasi, 124 sigilli per i sacchi e 436 pezzi a forma di lingua, tutti decorati con ottantacinque diverse impronte. Secondo i ricercatori, questi sigilli farebbero parte di un sistema che regolava il commercio nella regione e che si estendeva dal centro dei monti Zagros fino alla Mesopotamia.

Oltre a questi reperti, a Tappeh Teleneh è venuta alla luce anche una serie di oggetti di conteggio, che forse facevano parte di un sistema numerico utilizzato per il commercio e la gestione delle scorte, che, secondo gli archeologi, potrebbe essere un precursore della lingua scritta.

Tutte queste scoperte suggeriscono, secondo il parere degli esperti, che Tappeh Teleneh non fosse solo un polo commerciale, ma anche un importante centro amministrativo dove si svilupparono le prime forme di organizzazione economica.

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