di Sara Valerio
Il 28 marzo l’istituto VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia, diretto da Edith Gabrielli, ha dato inizio alla campagna di restauro dell’Altare della Patria, nel cuore del Vittoriano. Per le centinaia di turisti ammirati che passano ogni giorno a Piazza Venezia, nel cuore della città di Roma, è d’obbligo un selfie con il grande monumento bianco che con ironia chiamano “the wedding cake”, per la sua monumentalità e la scelta cromatica. Nei prossimi mesi l’imponente edificio sarà in parte coperto da impalcature e ponteggi per un’importante opera di restauro.
Il Vittoriano fu pensato all’indomani della morte di Vittorio Emanuele II, il 9 gennaio 1878. L’obiettivo era celebrare il primo re d’Italia e l’intero periodo del Risorgimento come processo all’origine dell’unità e dell’indipendenza della Nazione. Il progetto dell’architetto marchigiano Giuseppe Sacconi, vincitore di un apposito concorso bandito nel 1882, fu messo in atto dal 1885. Il monumento, inaugurato ancora incompleto nel 1911, fu concluso negli anni trenta del Novecento.
L’Altare della Patria è la zona curvilinea al centro del Vittoriano, che Sacconi volle trasformare in un grande altare laico dedicato alla Nazione e ai suoi valori. La sua decorazione, lunga 70 metri e alta 5, si deve allo scultore lombardo Angelo Zanelli, che risultò vincitore di un concorso bandito nel 1908. Al centro del fregio si trova la statua de La Dea Roma, posta in un’edicola con il fondo di mosaico dorato.
Ad oggi l’intera struttura si presenta in uno stato di conservazione precario e in alcune zone critico. Le condizioni climatiche, caratterizzate da umidità e temperature elevate per via dell’esposizione al sole, hanno infatti, favorito il formarsi sulla superficie lapidea di una patina scura. Il restauro ha come primi obiettivi quello di garantire la conservazione materiale del monumento e di restituire la piena leggibilità alla sua decorazione, fin nei dettagli, consentendone una piena comprensione critica.
L’intervento si articolerà in tre fasi, la cui sequenza consentirà non solo di mantenere il servizio della Guardia d’Onore alla Tomba del Milite Ignoto, ma anche il regolare svolgimento delle cerimonie del 25 aprile e del 2 giugno. La conclusione è prevista per il 24 ottobre 2023, nel rispetto della cerimonia del 4 novembre, giornata dell’Unità Nazionale e della Forze Armate.
I lavori saranno concepiti come “un cantiere aperto”, in grado fra l’altro di attestare l’eccellenza italiana nel settore del restauro artistico. Cittadini e turisti avranno la possibilità di osservare gli operatori dal vivo, di salire sui ponteggi in occasione di visite guidate e di verificare il procedere dell’intervento attraverso un vide-diario pubblicato ogni settimana sul sito dell’Istituto VIVE.
La valorizzazione del monumento procederà inoltre attraverso una campagna di studio, di catalogazione e restauro di una parte dei gessi, bozzetti e modelli dell’Altare, oggi in deposito all’ex Mattatoio di Roma, anche grazie alla collaborazione della Soprintendenza speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma. Una volta recuperato, l’insieme rientrerà a pieno titolo nel patrimonio del VIVE e dunque a disposizione del pubblico.
Al termine dell’operazione, il 25 ottobre 2023, sarà infatti inaugurata una mostra dedicata alla figura di Angelo Zanelli e in particolare al fregio decorativo dell’Altare. Il visitatore potrà conoscere da vicino lo scultore italiano e le vicende che lo hanno portato prima a imporsi nel concorso e poi a realizzare la monumentale decorazione. La mostra si fonderà sui gessi recuperati, su opere in prestito e su un’esperienza immersiva, basata sulle novità del restauro.
Per maggiori informazioni: https://vive.cultura.gov.it/it
