Donald Trump assicura che l’Iran “si sta comportando molto bene, accettano tutto ciò che voglio e sono costretti a farlo” ma intanto c’è da segnalare il botta e risposta tra Teheran e l’Agenzia internazionale per l’energia atomica sulle ispezioni ai siti nucleari, uno dei punti chiave del memorandum d’intesa. Da giorni il presidente degli Stati Uniti sostiene che la Repubblica Islamica abbia accettato le visite degli ispettori per gli accertamenti sull’uranio arricchito. Il direttore dell’Aiea, Rafael Grossi, ha confermato: “Che questo avvenga dopodomani, tra una settimana o tra dieci giorni è importante, ma non essenziale. Accadrà”. E ha aggiunto: “Posso capire le dichiarazioni politiche, fanno parte della realtà. Ma c’è stato un memorandum d’intesa, firmato da entrambi i presidenti” e l’accordo “dice esplicitamente che le attività nucleari che verranno svolte per quanto riguarda gli impianti di materiale nucleare saranno supervisionate dall’Aiea, in tutti i sensi”. Teheran, però, ha precisato che “non è previsto alcun accesso agli impianti che sono stati attaccati né al materiale nucleare”. “Queste questioni saranno esaminate e decise esclusivamente nell’ambito di un accordo finale e come risultato di azioni concrete da parte dell’altra parte per porre fine a tutte le sanzioni e ad altre misure”, ha spiegato Kazem Gharibabadi, vice ministro degli Esteri iraniano.
Altro tema caldo dell’accordo riguarda Hormuz. Trump ha assicurato che “l’Iran ha informato gli Usa che, nonostante le notizie false e destabilizzanti che affermano il contrario, non ci sono pedaggi, costi assicurativi o altri oneri di alcun tipo richiesti o ricevuti” da Teheran “sulle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz”. Ma “se queste informazioni fossero false, i negoziati si interromperebbero immediatamente”, ha avvertito il presidente Usa. Un appello a non imporre pedaggi a Hormuz arriva anche dal Qatar: “E’ contrario al protocollo internazionale. E’ il nostro unico corridoio marittimo”, ha affermato il premier di Doha, lo sceicco Al Thani. Trump è intervenuto anche sulla questione degli asset di Teheran congelati: “Nessun denaro è stato dato all’Iran, né sbloccato dai loro fondi a favore dell’Iran, dagli Stati Uniti”. Washington, ha aggiunto, sbloccherà parte dei fondi “che sono totalmente sotto il nostro controllo, per gli agricoltori e allevatori, per l’acquisto di mais, grano, soia e altro ancora”. Il lavoro delle diplomazie, intanto, prosegue. Il segretario di Stato americano Marco Rubio, impegnato in un tour nel Golfo tra Emirati, Kuwait e Bahrain, ha annunciato che i prossimi colloqui tecnici con l’Iran, nell’ambito dei negoziati in corso, si terranno a livello di esperti con “gruppi di lavoro su vari argomenti”, aggiungendo di credere che inizieranno il 30 giugno.
Islamabad conferma: “I colloqui riprenderanno la prossima settimana, presumo martedì”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri pakistano Tahir Andrabi, senza però fornire dettagli sul luogo degli incontri. Nel corso dei negoziati, ha assicurato Rubio, gli Usa non faranno “nulla che possa compromettere la sicurezza dei nostri alleati di lunga data nella regione”. In tema di alleati, fanno discutere in Italia le dichiarazioni a Fox News del segretario della Nato Mark Rutte, secondo cui 500 aerei statunitensi hanno utilizzato basi italiane “per supportare” l’operazione ‘Epic Fury’. “Si tratta di un numero enorme”, ha dichiarato. “Se si guarda a tutta l’Europa, si parla di un numero compreso tra 4.000 e 5.000 missioni di volo”, ha affermato ancora Rutte. La Nato ha successivamente precisato che il tipo di supporto citato riguarda “il supporto logistico o tecnico”. Rutte oggi incontra Trump e, sulle critiche del tycoon alla Nato per il comportamento in relazione alla guerra in Iran, ha commentato: “So che c’è delusione, ma consideriamo anche che si tratta di casi isolati”. Non si può parlare di semplice delusione, invece, bensì di rabbia per la reazione di Trump dopo il voto del Senato che ha approvato una risoluzione che lo impegna a ritirare le forze militari Usa dal conflitto con l’Iran. Per il capo della Casa Bianca, un voto “inopportuno e insensato”.
(*) La Presse
