L’Unifil in un post su X dopo aver confermato la morte di altri soldati della missione di pace delle Nazioni Unite in Libano ha ribadito l’urgente necessità che tutti gli attori rispettino i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale e garantiscano in ogni momento la sicurezza del personale e delle proprietà delle Nazioni Unite, evitando qualsiasi azione che possa mettere in pericolo i caschi blu”. Secondo l’Unifil gli attacchi deliberati contro le forze di pace costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza, e possono configurarsi come crimini di guerra. Il costo umano di questo conflitto è troppo elevato. La violenza, come abbiamo già affermato, deve cessare”.
Poi c’è da dire della conferma ufficiale di Unifil sulla morte dei due soldati e della ricostruzione di quanto accaduto. Un’esplosione di “origine sconosciuta” ha distrutto il loro veicolo vicino al villaggio di Bani Hayyan e ha anche ferito due caschi blu, uno dei quali in modo grave. Tutti e tre i caschi blu uccisi appartenevano all’esercito indonesiano, ha dichiarato Jean-Pierre Lacroix, sottosegretario generale per le operazioni di pace. Il primo è stato ucciso quando una base è stata colpita da un proiettile, ha riferito ancora l’Unifil. La portavoce Kandice Ardiel aveva precedentemente affermato che due dei caschi blu feriti non potevano essere raggiunti immediatamente a causa della “mancanza di garanzie di sicurezza” in seguito all’esplosione.
Red
