Gli Stati Uniti e l’Iran hanno raggiunto un accordo di massima che prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz e la consegna da parte di Teheran delle sue scorte di uranio altamente arricchito, ma manca ancora l’approvazione definitiva da parte di Donald Trump e della Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei.
È quanto riporta il Telegraph, che cita un funzionario Usa. Va detto, però che restano ancora in piedi alcuni nodi che sono manifestati soprattutto da Teheran. “È vero che siamo giunti a una conclusione su gran parte delle questioni in discussione, ma nessuno può affermare che la firma dell’accordo sia imminente”. Queste le parole del portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, rispondendo a una domanda sui progressi nei negoziati di cui hanno riferito gli Usa. “La politica americana sta attraversando una fase di incertezza. Il fatto di trovarsi di fronte a opinioni contraddittorie nel giro di poche ore rende difficile qualsiasi processo di dialogo. In ambito diplomatico, ci impegneremo a tutelare gli interessi nazionali con gli occhi aperti, ha aggiunto il portavoce.
Dunque il miracolo è quasi fatto e il prossimo round di colloqui fra Stati Uniti e Iran potrebbe tenersi il 5 giugno. Lo riferisce Al-Arabiya citando fonti autorevoli. Secondo l’emittente, il potenziale accordo preliminare fra Iran e Stati Uniti si chiamerà ‘Dichiarazione di Islamabad’ e sarà un memorandum d’intesa che verrà annunciato dal Pakistan senza la necessità che le parti negoziali siano presenti, mentre appunto il prossimo round di colloqui si potrebbe tenere il 5 giugno.
Poi l’ottimismo del Pakistan: “Mi congratulo con il presidente Donald Trump per il suo straordinario impegno a favore della pace e per aver tenuto” una “conversazione telefonica molto utile e produttiva con i leader di Arabia Saudita, Qatar, Turchia, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Giordania e Pakistan”. Lo ha scritto su X il primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif, sottolineando che “il Pakistan proseguirà i propri sforzi di pace con la massima sincerità e speriamo di ospitare molto presto il prossimo ciclo di colloqui”. “Il feldmaresciallo Syed Asim Munir ha rappresentato il Pakistan durante la conversazione telefonica e apprezzo enormemente il suo instancabile impegno durante l’intero processo. Le discussioni hanno offerto un’utile opportunità per scambiare opinioni sull’attuale situazione regionale e su come portare avanti gli sforzi di pace in corso per instaurare una pace duratura nella regione”, ha aggiunto.
Poi il ministro degli Esteri pachistano, Dar, rilancia: “Il Pakistan rimane fermamente impegnato a sostenere tutti gli sforzi sinceri volti alla pace duratura, al rispetto reciproco e alla stabilità regionale. I risultati di questi negoziati offrono motivi di ottimismo sul fatto che un esito positivo e duraturo sia a portata di mano, InshaAllah”. Il Pakistan è Paese mediatore. “Il dialogo e la diplomazia devono prevalere sul conflitto e sullo scontro per la prosperità e la sicurezza collettive della nostra regione e oltre”, aggiunge il ministro. Il capo della diplomazia pakistana ha affermato che il colloquio telefonico avuto dal presidente Usa Donald Trump “con i leader di Pakistan, Arabia Saudita, Turchia, Qatar, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Giordania, segna un passo significativo verso l’obiettivo comune della pace e della stabilità nella regione, nonché verso una rapida soluzione diplomatica, InshaAllah”.
Teheran, ostruzionismo Usa su clausole accordo, rischio annullamento
L’ostruzionismo degli Stati Uniti nei confronti di alcune clausole di un potenziale accordo con l’Iran, tra cui il rilascio dei beni bloccati di Teheran, continua tuttora. Lo riporta l’agenzia di stampa Tasnim, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC). Di conseguenza, rimane la possibilità che l’accordo venga annullato, ha aggiunto Tasnim.
Teheran, palla è in mani Usa, devono accettare nostre condizioni
Il portavoce della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano, Ebrahim Rezaei, ha dichiarato ad Al Jazeera che “la palla è nelle mani degli americani e devono accettare le condizioni dell’Iran, tra cui la fine della guerra, il pagamento di un risarcimento e la revoca delle sanzioni”. “Non abbiamo negoziato con l’America riguardo alle nostre scorte di uranio arricchito”, ha aggiunto Rezaei, “stiamo negoziando per il riconoscimento del diritto dell’Iran ad avere un programma nucleare per scopi pacifici. Non intendiamo possedere armi nucleari e l’America è la grande perdente in questa guerra. Un cessate il fuoco su tutti i fronti è tra le condizioni a cui l’Iran ha aderito”.
Red
