di Michele Rutigliano (*)
Ischia, un’isola di pescatori diventata nel tempo regina del turismo termale, non è soltanto mare, sole e relax. È storia, lavoro, identità. La più grande delle isole del Golfo di Napoli fu abitata sin dall’VIII secolo a.C. dai Greci, che la chiamavano Pithecusa. Qui iniziò il primo esperimento di civilizzazione ellenica in Occidente. Nel corso dei secoli Ischia fu contesa da Normanni, Aragonesi e Borboni, diventando una sentinella strategica nel Mediterraneo. Ma la vera rinascita dell’isola è recente, ed è tutta merito dell’ingegno e della laboriosità degli ischitani.
Fino alla prima metà del Novecento, Ischia era poco più che un’isola di pescatori e contadini. Poi, tra gli anni Cinquanta e Sessanta, il turismo termale – grazie anche al lavoro di imprenditori visionari e all’intuizione di artisti e intellettuali che qui trovarono ispirazione e rifugio – cambiò per sempre il volto dell’isola. Oggi Ischia è una delle mete più amate e frequentate d’Italia e d’Europa. Un patrimonio che è frutto della natura, ma anche dell’impegno concreto e tenace di chi ha saputo valorizzarla
Le meraviglie dell’acqua: Poseidon e Negombo
Chi conosce Ischia lo sa: il cuore pulsante dell’isola è l’acqua. Non solo il mare limpido che lambisce le sue coste, ma anche le celebri acque termali, tra le più rinomate al mondo per le proprietà terapeutiche. Due i poli d’eccellenza: il Parco Termale dei Giardini Poseidon, nella baia di Citara, e il Parco Negombo, nella suggestiva baia di San Montano. Il primo è un complesso monumentale immerso nel verde, con oltre venti piscine a diverse temperature, grotte, cascate e percorsi Kneipp. Il secondo, più raccolto ma altrettanto affascinante, unisce cure termali, architettura organica e un contesto paesaggistico straordinario. A questi si affiancano decine di alberghi e strutture che offrono fanghi, inalazioni, cure reumatiche, programmi benessere e rigenerazione. È il trionfo della salute che si sposa con la bellezza, in un ambiente dove l’equilibrio tra natura e comfort è ancora, in molti casi, perfettamente conservato. Il tutto in un clima dolce, con inverni miti ed estati ventilate, che rende Ischia un luogo ideale per soggiorni in ogni stagione.
Tante bellezze naturali e storia. Ma c’è anche qualche nota dolente
Ischia è un’isola dalle mille anime. Borghi incantevoli come Sant’Angelo, con le sue case bianche affacciate sul mare; il maestoso Castello Aragonese, sentinella di secoli di storia; il verde rigoglioso del Monte Epomeo, che offre vedute mozzafiato; e poi chiese, torri, musei, giardini mediterranei. Ogni angolo ha qualcosa da raccontare. Eppure, accanto a questa straordinaria ricchezza naturalistica e culturale, non tutto funziona come dovrebbe. I collegamenti interni, la segnaletica, il traffico congestionato, soprattutto nei mesi estivi, rischiano di compromettere la qualità dell’esperienza turistica. Gli autobus sono spesso sovraffollati, la viabilità interna caotica, i collegamenti marittimi affollati e a volte poco puntuali. A fronte di strutture private efficienti e ben organizzate, il comparto pubblico resta indietro e fatica a reggere l’impatto di un afflusso turistico sempre più massiccio e internazionale. Mi verrebbe da dire che a Ischia i monaci sono ricchi, ma il Monastero è un pochino “povero”.
Eppure Ischia meriterebbe un salto di qualità. Una mobilità moderna e sostenibile, una pianificazione intelligente, un’attenzione maggiore all’ambiente urbano e ai servizi essenziali potrebbero davvero fare la differenza. Perché un’isola così bella non può permettersi di inciampare sulla gestione quotidiana
Chi frequenta Ischia da anni – e chi la scopre per la prima volta – ne resta incantato. Ma se vogliamo che questa perla del Mediterraneo continui a brillare, serve un impegno congiunto tra pubblico e privato. L’isola verde ha dimostrato nei decenni una straordinaria capacità di reinventarsi e di accogliere. Ora è il momento di fare uno scatto in avanti, perché il benessere del corpo e dell’anima, a Ischia, merita di viaggiare sulle ali di un’accoglienza all’altezza della sua storia, delle sue magiche atmosfere e, soprattutto, della sua intatta bellezza.
(*) Giornalista
