Israele ha chiesto l’aiuto militare agli Stati Uniti per guerra contro il movimento Hamas, ma l’ex ufficiale dell’intelligence del Corpo dei Marines e ispettore delle armi dell’ONU, Scott Ritter,ritiene che gli arsenali del Pentagono siano in esaurimento e non possano dare a Israele le armi di cui ha bisogno per una guerra con Hamas, Hezbollah e l’Iran.
Mercoledì Biden a Tel Aviv ha promesso sostegno incondizionato a Israele, a fronte di una urgente richiesta di grandi quantità di equipaggiamenti militari e munizioni, tra cui decine di migliaia di proiettili di artiglieria calibro 155 mm precedentemente destinati all’Ucraina, e centinaia missili.
Secondo Ritter ”Israele ha esaurito le sue munizioni Iron Dome e ha chiesto agli stati uniti tutte quelle disponibili sperando di ricevere diverse migliaia di colpi, forse 10.000”, ma al momento gli Stati Uniti potevano offrirne era “360, più o meno….”
Un numero esiguo che Hamas potrebbe esaurire in una notte con i suoi lanci di due salve da 150 razzi ciascuna, mentre Hezbollah– avverte Ritter- è seduto su una riserva notevole di razzi il cui abbattimento potrebbe pesare sulle capacità militari ed industriali di Israele.
Bidenha fatto schierare due gruppi d’attacco di portaerei insieme a una nave d’assalto anfibia del Corpo dei Marines con caccia F-35 e 2.000 soldati nel Mediterraneo orientale, Un avvertimento alla altre nazioni di non intervenire mentre gli Stati Uniti “mostrano i muscoli”. “
“Ma – afferma Ritter- in realtà, è tutto ciò che abbiamo. Non c’è nient’altro da inviare a Israele. E ciò che abbiamo dispiegato non è sufficiente per gestire la minaccia che può essere rappresentata da Hezbollah in Libano o dall’Iran, se sceglie di intervenire”.
Un altro noto commentatore fuori dal mainstream della comunicazione, è il giornalista ed ex diplomatico Stephen Bryen secondo il quale è improbabile che il lancio di tre missili da crociera e otto droni da parte degli Houthi nello Yemen fosse mirato a Israele. L’attacco era mirato al cacciatorpediniere americano USS Carney.
A meno che nello Yemen non arrivino nuovi missili da crociera a raggio molto più lungo, i missili sparati contro il cacciatorpediniere Carney, probabilmente non avevano la portata necessaria per colpire Israele. Finora la Marina americana non ha chiarito se i missili fossero puntati contro la nave o contro Israele e sta indagando sulla questione. Comunque l’uso di droni e missili da crociera è una tattica utilizzata in passato dagli Houthi per colpire il sistema di difesa aerea Patriot dell’Arabia Saudita.
Anche se Biden vuole certamente evitare un conflitto con l’Iran, è difficile farlo se gli alleati dell’Iran attaccano la Marina americana e le basi statunitensi in Iraq e Siria. Inoltre Biden ha anche un serio problema politico perché ha allentato la pressione sul programma nucleare iraniano.
Per Bryen “si profila ora un grave attacco Hezbollah-Siriano contro Israele. Entrambi sono clienti dell’Iran, sebbene la Siria dipenda dalla Russia. Israele si sta preparando per una guerra su due fronti e ha già evacuato Kiryat Shmona vicino al confine libanese.
L’incapacità di Biden di esercitare pressioni sull’Iran, o anche solo di menzionare come l’Iran stia organizzando la minaccia sia agli interessi di Israele che degli Stati Uniti, significa che non esiste alcun deterrente per una guerra imminente”.
Balthazar
aggiornamento l’attacco a Israele ore 14.20
