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Istat: report, cresce soddisfazione per tempo libero

il tempo libero degli italiani nella rapporto Istat
il tempo libero degli italiani nella rapporto Istat - immagine generata con IA

Cresce la soddisfazione per il tempo libero. Nel 2024 le persone di sei anni e più dispongono in media di 3 ore e 23 minuti di tempo libero in un giorno feriale e di 4 ore e 49 minuti in un giorno festivo. E’ quanto emerge da un report relativo all’anno 2024 dell’Istat.

Cresce, rispetto al 2015, la soddisfazione sia per la quantità di tempo libero (è molto o abbastanza soddisfatto il 62,5% degli individui di 15 anni e più, +2,1 punti percentuali) sia per la qualità (71,4%, +3,0 punti percentuali). Nei giorni festivi le donne dispongono di 42 minuti in meno di tempo libero rispetto agli uomini (4 ore e 28 minuti contro 5 ore e 10 minuti), sostenendo un carico di lavoro domestico o cura familiare pari a una volta e mezzo quello degli uomini (3 ore e 52 minuti contro 2 ore e 35 minuti).

L’Indagine Cittadini e tempo libero dell’Istat offre un’analisi delle percezioni e delle pratiche quotidiane riferite al tempo libero, anche in rapporto all’attività lavorativa. Rispetto al 2015 emergono segnali positivi per quel che riguarda la soddisfazione del tempo libero, mentre per alcuni aspetti si accentua la difficoltà di mantenere l’equilibrio tra lavoro e vita personale.

Nel 2024 aumenta il tempo libero disponibile nei giorni feriali per le persone di 6 anni e più: da 3 ore e 9 minuti nel 2015 a 3 ore e 23 minuti, che corrispondono al 29,7% del tempo complessivo dedicato alle attività quotidiane (+2 punti percentuali). Tale aumento non va necessariamente interpretato come una riduzione del tempo dedicato al lavoro, ma segnala una diversa composizione della giornata complessiva tra le varie attività. Nei giorni festivi, invece, il tempo libero diminuisce in termini assoluti (da 5 ore e 5 minuti a 4 ore e 49 minuti), ma rimane sostanzialmente stabile in termini di incidenza sul totale delle attività quotidiane (+0,5 punti percentuali).

Cresce, tuttavia, anche la quota di persone di 15 anni e più che nei giorni feriali non hanno mai un momento di tempo libero: dal 4,4% al 5,9%. L’aumento riguarda sia gli uomini (+1,8 punti percentuali) sia le donne (+1,3).

Nell’arco del decennio cresce la soddisfazione sia per la quantità del tempo libero (+2,1 punti percentuali) sia per la qualità (+3 punti percentuali). Contestualmente, aumenta la percentuale di chi si dichiara soddisfatto di entrambi gli aspetti (dal 52,4% al 56,0%) e al contempo, per quanto ancora elevata, diminuisce quella degli insoddisfatti (dal 22,9% al 19,9%). La soddisfazione complessiva cresce particolarmente nel Mezzogiorno dove viene indicata dal 54,2% degli intervistati (+7,1 punti percentuali), riducendo la distanza rispetto al Centro (54,8%) e al Nord (57,8%).

Tra gli occupati aumenta la quota di coloro che considerano tempo libero e lavoro come “due cose completamente distinte”, dal 79,0% all’84,6% (+5,6 punti percentuali). Parallelamente, però, cresce la percentuale di chi svolge attività lavorative nel tempo libero od oltre l’orario normale: dal 30,8% al 45,6% (+14,8 p.p.). L’incremento riguarda tutte le modalità con cui il lavoro extra viene svolto: aumenta la quota di chi lo fa tutte le settimane (+4 p.p.), qualche volta al mese (+7,1) e più raramente (+3,6).

Nel 2024- spiega l’Istat – il 62,5% della popolazione di 15 anni e più si dichiara abbastanza o molto soddisfatta della quantità di tempo libero a disposizione (47,7% abbastanza e 14,8% molto). Più elevata la quota di chi esprime soddisfazione per la qualità del tempo libero: complessivamente pari al 71,4% (58,1% abbastanza e 13,3% molto) (Figura 1).

Considerando congiuntamente le due dimensioni, il 56,0% delle persone si dichiara soddisfatto sia della quantità sia della qualità del proprio tempo libero, mentre il 19,9% si dichiara poco o per niente soddisfatto di entrambe.

Gli uomini riferiscono più spesso di essere soddisfatti della qualità del tempo libero (74,1% contro 68,9% delle donne), mentre non emergono significative differenze di genere in merito alla quantità.

La soddisfazione per la quantità di tempo libero è legata al ciclo di vita. Le quote più elevate di persone soddisfatte si riscontrano tra i giovani fino a 24 anni (69,8%) e tra gli anziani di 65 anni e più (81,4%), mentre il livello più basso si registra tra i 35-44enni (46,3%). Anche la soddisfazione per la qualità del tempo libero segue un andamento simile a quello osservato per la quantità: i livelli più elevati si registrano tra i giovani di 15-24 anni (78,3%) e tra gli over65 (75,8%), mentre risultano più contenuti nelle classi centrali tra i 35-54 anni (circa 65%). In queste fasce di età, inoltre, si osserva lo scarto più ampio tra soddisfazione per la qualità e per la quantità (circa 18 punti) e una più bassa quota di soddisfatti per entrambe le dimensioni (42,1% tra i 35-44enni, 45,7% tra i 45-54enni).

Tra gli occupati meno della metà esprime soddisfazione per la quantità del tempo libero (48,5%) mentre la quota di quanti sono soddisfatti per la qualità si attesta al 68,6%. I picchi più elevati di soddisfazione, invece, si riscontrano tra gli studenti (68,7% per la quantità e 78,1% per la qualità) e soprattutto tra i ritirati dal lavoro (84,5% per la quantità e 79,3% per la qualità).

Tra i ritirati dal lavoro e gli over65enni quindi si riscontra un’inversione del rapporto tra quantità e qualità a favore della prima, segnalando come il maggiore tempo disponibile non si traduca sempre in un’esperienza gratificante.

A livello territoriale, – rileva l’Istat- la soddisfazione per la qualità del tempo libero è più diffusa tra i residenti del Centro e del Nord (rispettivamente 71,4% e 75,3%), mentre nel Mezzogiorno la quota scende al 66,1% (differenza che si riscontra anche tra gli occupati). Per quanto attiene la quantità, invece, i livelli di soddisfazione sono più omogenei (con valori intorno alla media, 62,5%). Maggiore insoddisfazione tra i residenti del Mezzogiorno si riscontra considerando congiuntamente le due dimensioni: il 23,2% infatti si dichiara insoddisfatto tanto della qualità quanto della qualità del tempo libero.

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