“Siamo al punto in cui bisogna abbassare i toni e lavorare. La politica estera non si fa con le offese e gli ultimi attacchi immotivati, a cui è stato sacrosanto rispondere. Essere alleati leali degli Usa, come siamo, non significa rinunciare alla nostra sovranità: non siamo sudditi di nessuno. Adesso occorre evitare che tutto questo si traduca in un danno politico, economico e diplomatico: l’Italia e l’Europa hanno bisogno di un rapporto solido con gli Usa, allo stesso modo gli Usa hanno bisogno dell’Europa e dell’Italia”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in una intervista al ‘Corriere della Sera’. “La premier Meloni ha difeso l’Italia e ha fatto bene. Io, da ministro degli Esteri, farò capire agli americani che l’Italia va rispettata e ogni equivoco superato. Siamo un ponte nel Mediterraneo, la seconda potenza industriale d’Europa, la quarta commerciale nel mondo, interlocutore imprescindibile in Africa, nei Balcani, in Medio Oriente – ha aggiunto – L’Italia non offre. E mi auguro che gli Usa non pretendano. Lavoriamo insieme per la sicurezza degli approvvigionamenti energetici, per ridurre la dipendenza da aree instabili, per sviluppare nuove tecnologie. Se vedrò Rubio? I contatti con il segretario Rubio non si sono mai interrotti. Il nostro è un rapporto franco. L’ho informato della decisione di non andare al Forum a Miami, ma ci vedremo al Vertice Nato di Ankara”. Tajani sarà presente invece il 4 luglio a Villa Taverna. “Andrò, a testa alta, a festeggiare i 250 anni dall’Indipendenza di un grande Paese libero e democratico: l’altro volto dell’Occidente, che deve restare unito. L’Italia è amica del popolo americano. Lo era con Reagan, Bush padre e figlio, Clinton, Obama e Biden. Lo è ancora – ha concluso – E siamo orgogliosi che milioni di italo-americani abbiano contribuito a rendere grande l’America”.
