di Fabrizio Pezzani (*)
Negli ultimi 20 anni la massa monetaria è esplosa rispetto al pil mondiale , i soli derivati in questo periodo sono cresciuti quasi 700 volte rispetto al pil mondiale di cui erano 1/20 , rimanendo senza regole e senza controllo ; i debiti di tutti i paesi ed aziende del mondo sono oltre tre volte il pil mondiale ,va considerato che alla determinazione del pil contribuiscono anche i valori finanziari così al netto di tale effetto il dato sarebbe molto più rilevante . Se poi i controllori , non controllati , sono d’accordo con i controllati arriviamo al collasso morale e sociale ; nelle Satire scritte nel 100 dc , circa, Giovenale afferma “ Pone seram , cohibe , sed quis custodiet ipsos custodes ? Cauta est et ab illis incipit uxor“.
In questi ultimi 20 anni la massa monetaria ed i suoi prodotti tossici , perché slegati dal contatto con il reale , si è sviluppata infinitamente di più della ricchezza reale creando aspettative di ricchezza che hanno contribuito ad indebitare il mondo ma non a migliorare le aspettative dei diritti universali dell’uomo come erano stati scritti nel 1947. La finanza a differenza dell’economia reale si muove in una logica di breve o brevissimo tempo a costo di attuare azioni illegittime pur di perseguire la massimizzazione del risultato a breve; in questo modo l’economia reale viene finanziarizzata per realizzare più rapidamente “ il valore degli azionisti “ disinteressandosi dell’economicità di lungo tempo . La finanza , in questo modo , opera con la cultura della locusta che distrugge ricchezza reale per avere moneta e liquidità ma così brucia il futuro . La massa monetaria non solo ha contribuito a distruggere l’economia reale , basta vedere gli Usa e la UK dove la manifattura sta scomparendo a favore della finanza , ma ha mandato in collasso il sistema sociale in cui il fine è diventato l’interesse personale a breve contro il bene comune . Questa finanza , poi , viene usata non al fine di generare ricchezza ma piuttosto potere anche grazie alla manipolazione dei dati e delle proiezioni che sembrano cambiare in continuazione ; la variazione non razionale di dati che influenzano l’andamento del debito dei paesi ma più in modo strumentale per altri interessi rende una tale attività sempre più simile all’usura.
E’ sufficiente rilevare gli andamenti di grandezze monetarie , infinite , usate per misurare gli “ equilibri finanziari “ di un sistema sociale per vedere l’irrazionalità dei loro andamenti . Nella campagna d’Europa , 2010- 201X ancora in corso , lo “ spread “ si è mosso in modo incoerente con i fatti ma con gli interessi a cui doveva rispondere ; le banche d’affari Usa sono state condannate per manipolazione fraudolenta dei dati finanziari che hanno generato la crisi dei sub-prime così come Standard&Poor’s per la manipolazione del rating a riprova che i dati possono non essere veritieri perché la loro natura non è compatibile con il loro misurabile.
Keynes aveva detto nel 1931 che se “ la finanza rimane una bolla sulle intraprese economiche può essere innocua ma se le intraprese economiche diventano una bolla sopra la finanza è la fine “ , questo in tutti i sensi e non poteva prevedere che la globalizzazione avrebbe portato al limite dell’insostenibilità la sua ovvia considerazione . Il problema l’abbiamo davanti ogni singolo giorno davanti agli occhi ma nessuno vuole vederlo , sembra l’uovo di Colombo ed è esattamente così.
Infine se accettiamo l’impostazione logica della manipolazione della massa monetaria infinita e questo può essere tale proprio perché infinita allora il suo uso assume una dimensione di esercizio di un potere che travalica sia la sua legittimazione scientifica che quella democratica perché questo potere, legittimato da un ‘Accademia che dovrà assumersi le sue responsabilità , viene usato per forzare processi decisionali dei singoli stati che siano funzionali alla realizzazione di interessi superiori agli stessi stati. Il gioco dispotico della finanza ha disgiunto la politica dal potere politico – tra i primi 6 finanziatori di Hillary Clinton , ad oggi , vi sono 4 banche d’affari di Wall Street – e la ricchezza dalle nazioni a cui ha lasciato i debiti come capestro giugulatorio , anche le nazioni hanno fatto di tutto per metterselo.
Questa città quindi si mostra priva di fondamenta scientifiche ed è “ illogica “ perché sta su un gioco illusorio di ombre e luci ma non può nascondere all’infinito la debolezza logica del suo non essere razionale e delle sue contraddizioni tra la dimensione infinita e quella finita. Abbiamo accettato di costruire una torre di “ Babele “ in cui i partecipanti al gioco non si capiscono più , ognuno parla una lingua diversa volta a soddisfare interessi particolari e non il bene comune spesso citato come foglia di fico per mascherare un imperialismo senza regole morali . Così la stessa giustizia viene strumentalizzata per realizzare gli interessi superiori che diventano dominanti e si afferma il principio di utilità personale a costo di normalizzare comportamenti illeciti e “ le norme giuridiche sono considerate in misura crescente un meccanismo attraverso cui i gruppi più forti sfruttano quelli più deboli : una frode che permette alle classi dominanti di sottomettere e controllare le classi subordinate “ , scriveva Sorokin nel 1941 nel suo lavoro “ La crisi del nostro tempo “ . Ma quando “ i valori perdono ogni “ sapore “ ed efficacia , l’unica via che resta per controllare le relazioni umane è quella della forza bruta …Ecco perché oggi tutti ripetono che “ la ragione è del più forte ….Ciò a sua volta ha prodotto l’odio e l’odio ha condotto all’impiego della forza bruta ed allo spargimento di sangue . In una situazione segnata da caotici conflitti normativi i valori morali hanno finito per essere fondati sulla polvere ed hanno ceduto il passo alla coercizione brutale e arbitraria . Il “ pathos “ dell’amore cristiano capace di tenere uniti gli uomini è stato sostituito sempre più dall’odio tra uomini , classi , nazioni , stati e razze ( oggi diremmo anche tra religioni , ndr ) . Come risultato la forza si è trasformata in diritto ed ha sollevato di nuovo il suo capo mostruoso il “ bellum omnium contra omnes “, sempre Pitirim Sorokin nel 1941 ( “ La crisi del ostro tempo “ ed . Italiana Arianna , 2001 , pag 156-7 ). Sono passati 74 anni dalla visione profetica di questo grande studioso fondatore nel 1930 del dipartimento di sociologia di Harvard , al tempo era considerato un pericoloso visionario ma oggi è la realtà di tutti giorni.
Infine arriviamo alla qualifica finale della città “ Finanza “ , una città senza futuro , le conclusioni sono nello scritto precedente ; una società senza valori morali , con povertà e disoccupazione dilagante , con una concentrazione di ricchezza senza pari nella storia ma una ricchezza che non produce vera ricchezza ma la esercita in termini egemonici non può né merita di durare a lungo . Quando i debiti scaveranno nel profondo del tessuto sociale mettendo a dura prova le azioni riparatrici dei singoli stati e saranno lesivi della loro autonomia le stesse società saranno come lo sono ora a rischio di tenuta complessiva ; quale futuro può avere un modello socioculturale che antepone la moneta all’uomo ? La storia ci mostra che nel suo percorso millenario le società sono sempre e solo crollate per guerra e per classe , ma non possiamo permettere che si arrivi di fonte al caos senza tentare di riprendere la coscienza ed il rispetto reciproco ; speriamo di riuscire a vedere la strada giusta da seguire prima che sia troppo tardi , è la via antica dell’amore reciproco a cui noi siamo destinati se vogliamo provare a realizzare la missione unica e creativa affidataci . Alla fine è la risposta che Marco Polo- Calvino dà al Kublai Khan quando questi gli chiede : “ Tutto è inutile , se l’ultimo approdo non può essere che la città infernale ed è là in fondo che in una spirale sempre più stretta ci risucchia la corrente . Marco Polo risponde: L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.:”
(*) Professore emerito Università Bocconi
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