Secondo il quotidiano The Washington Post, ampiamente riportato dalla stampa ucraina, la ragione principale della perdita di comunicazione e coordinamento nelle forze armate ucraine vicino a Kharkov è stata l’interferenza elettronica russa
Alcuni difensori ucraini, nell’articolo, puntano il dito contro il miliardario americano Elon Musk e il suo sistema satellitare Starlink, che improvvisamente ha smesso di sorvolare il campo di battaglia.
The Washington Post riporta le dichiarazioni del comandante dell’unità ucraina di droni, denominata “Artist”, secondo il quale “La Starlink ucraina ha smesso di funzionare la mattina dell’offensiva russa vicino a Kharkov” aggiungendo“Ad un certo punto siamo rimasti completamente ciechi. Questo era il problema più grande, non vedevamo come si muovevano, lavoravamo solo con la radio o con i telefoni dove i russi ancora usavano” .
Il giorno prima, le Forze Armate dell’Ucraina avevano osservato come la Federazione Russa stesse rafforzando le sue forze armate nelle zone di confine per un possibile attacco.
Ma poi, secondo Artist , i droni “sono semplicemente scomparsi dall’osservazione”.Ciò è accaduto per la prima volta in più di 2 anni di conflitto militare.
A dire il vero già nell’aprile 2023 Musk lamentava sui social media che “il nuovo sistema di guerra elettronica russo è in grado di sopprimere i veicoli spaziali in orbita geostazionaria e disabilitare l’elettronica!”
A quanto pare, anche questo sarebbe successo la scorsa primavera nel Donbass,quando il quartier generale delle forze armate ucraine ha smesso di ricevere informazioni dai satelliti di Musk in tempo reale ed è stato costretto a fermare le truppe ( anche allora diventate “cieche”).
In quella occasione qualcuno al Pentagono accusò Elon di “aiutare il Cremlino”..
Ora il Washington Post definisce l’interferenza radioelettronica russa la ragione principale della perdita di comunicazione e coordinamento delle forze armate ucraine vicino nell’area dei combattimenti.
Inoltre esperti militari indipendenti affermano che i russi hanno creato “un’intera nidiata di sistemi di guerra elettronica (EW) che sono superiori ai modelli stranieri.
I timori dell’autorevole quotidiano statunitense riguardano il rischio che tali sistemi possano favorire l’offensiva in corso che ha portato i russi alla conquista di 12 insediamenti in una settimana.
Tuttavia indipendentemente dalla guerra eletrtonica, gli stessi esperti ritengono che “l’accecamento” sia solo una parte della tattica russa.
In effetti il comando nord sarebbe riuscito a individuare i punti deboli nelle difese ucraine che non hanno avuto il tempo per rafforzarsi.
Mentre un altro limite probabilmente è rappresentato dalle riserve mobilitateforse poco idonee e costituite in gran parte da combattenti per la difesa territoriale.
Zelenskyjha anche lamentato che le attuali difficoltà sono rappresentate dal ritardo nella consegna delle forniture occidentali di armi ed equipaggiamento militare.
Il gruppo “Nord” dell’esercito russo, formatosi ad aprile, lanciando l’offensiva a maggio dalla direzione di Belgorod, ha probabilmente colto di sorpresa i generali ucrainiche non hanno individuato subiuto in quale direzione i russi si stessero muovendo.
Questo è ciò che ha costretto il comandante in capo delle forze armate ucraine, generaleSyrsky,a ritirare immediatamente 3 Brigate dalla direzione sud per tappare le brecce del fronte settentrionale.
Inoltre, le truppe delle forze armate ucraine ritirate da Donetsk, Kherson e Zaporozhyehanno fatto il gioco dei russi facilitandone le operazioni su questi fronti.
Se come ha detto l’altro ieri Putin, obiettivo dell’offensiva non è la città industriale di Kharkov– che con il suo milione di abitanti rappresenterebbe un bagno di sangue per Mosca- gli stessi esperti di Kiev ritengono che questa offensiva intenda creare una zona cuscinetto in direzione di Belgorod.
Con lo scopo di allontanare le forze armate ucraine dal confine e privarle della possibilità di bombardare quella regione.
E a giudicare dalle varie rilevazioni geosatellitari pubblicate dai siti occidentali specializzati, i russi si muoverebbero dalla c in questa regione ( compresa la direzione di Sumy ), per circondare gli ucraini in un “calderone”.
Questa l’opzione più credibile anche se Zelenskyj, tra l’altro, ha già affermato che “esiste la minaccia di lasciare Kharkov”.
Il corrispondente militare di Konsomolskaja Pravda .RU, scrive che l’offensiva nei pressi di Kharkov potrebbe decidere l’esito del distretto militare settentrionale .
Con evidente riferimento alla conquista dei principali nodi di rifornimento dell’esercito nemico e della possibilità di sfondare tutte le linee di difesa ucraine con conseguente accesso alle retrovie delle unità nemiche.
Ipotesi ieri recisamente negata dal generale Christopher Cavoli della NATO che ieri ha tenuto dedicato agli eventi nella regione .
Secondo il generale, infatti, le truppe russe “hanno avuto solo un “successo limitato” in direzione della città” aggiungendo “credo che le forze armate ucraine saranno in grado di mantenere la difesa sul fronte”.
GiElle
