Economia e Lavoro

La Bce taglia i tassi. Ora il costo del denaro è al 2%

Era tutto previsto ed atteso, tanto che anche il Presidente americano Trump se l’era presa con la sua Banca Centrale che non aveva fatto la stessa cosa. La Banca centrale europea ha dato l’ottava sforbiciata consecutiva al costo del denaro, sempre di un altro quarto di punto. Il tasso sui depositi  torna così al 2%. Riviste al ribasso le stime per l’inflazione, che per il 2025 dovrebbe assestarsi sul 2% (considerata la soglia sotto controllo). Su eventuali futuri tagli c’è incertezza: si attendono gli sviluppi dal negoziato commerciale fra Bruxelles e Washington. Su quanto deciso dalla Bce ci saranno anche ripercussioni per i mutii che ne ha uno a tasso variabile vedrà una riduzione della rata di circa 20 euro al mese ogni 100mila euro di debito. Nessun beneficio diretto invece per chi ha scelto il tasso fisso, anche se chi paga oltre il 3,5% potrebbe valutare una surroga verso il variabile.

Per i nuovi mutui, però, il calo dei tassi a breve si scontra con un Eurirs ancora alto, che tiene su il costo dei mutui fissi. Il ventennale viaggia attorno al 2,7%, mentre l’Euribor, già sotto il 2%, offre margini di risparmio. In molti casi, i tassi di partenza si equivalgono per fisso e variabile, e la scelta migliore dipende dal profilo del richiedente. Anche prestiti personali risentono positivamente del taglio BCE. Secondo Facile.it, il TAEG medio è sceso dal 10,5% di gennaio al 10,18% di aprile. Su un prestito di 20.000 euro in cinque anni, il risparmio può sfiorare i 100 euro. Gli analisti si aspettano una discesa graduale dei tassi fino al 10% entro fine anno. Il consiglio? Confrontare le offerte, perché le differenze tra un istituto e l’altro possono essere significative.

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