di Fulvio Barion
Abbiamo iniziato con la celebre frase attribuita a Hegel: “A dire anche solo una parola… la filosofia arriva sempre tardi. La nottola di Minerva spicca il volo solo al crepuscolo”. Questo concetto fondamentale ci dice che la filosofia non è una guida per l’azione o una previsione del futuro, ma piuttosto una riflessione a posteriori. Il suo compito è comprendere e dare senso agli eventi e alle epoche solo dopo che si sono compiuti. La “nottola di Minerva”, simbolo della saggezza, emerge quando il giorno (dell’azione) volge al termine.
Abbiamo poi sottolineato come questo ritardo sia intrinseco alla natura stessa del pensiero filosofico: nel momento in cui la filosofia formula una comprensione, la realtà è già cambiata, in un flusso continuo.
La Società Liquida e la Comprensione Impedita
Il parallelo con la società liquida di Zygmunt Bauman ha amplificato questa idea. Se la realtà è così fluida, transitoria e in costante mutamento (come “fermare la forza di gravità” per citare Kofi Annan sulla globalizzazione), allora la nottola di Minerva fatica a trovare un “crepuscolo” stabile su cui posarsi. Non ci sono eventi o strutture abbastanza “solidi” o duraturi da permettere una comprensione filosofica profonda e consolidata. Gli eventi “si accendono e spengono come lampadine”, rendendo quasi impossibile afferrarne il senso ultimo.
Le Conseguenze: Smarrimento, Isolamento e Conflitto
Questa mancanza di una profonda analisi e comprensione (il “bagaglio filosofico”) genera conseguenze dirette e problematiche per l’individuo e la società:
• Smarrimento e Paura: L’incapacità di dare un senso al mondo in rapido cambiamento porta a un senso di disorientamento e insicurezza interiore.
• Auto-isolamento: La paura del confronto e la complessità delle relazioni liquide spingono gli individui a ritirarsi in spazi privati, anche mediati digitalmente, o in attività solitarie come la corsa. Il “rapporto social” digitale spesso non compensa la mancanza di un confronto reale.
• Conflittualità: La mancanza di strumenti analitici e di una comprensione condivisa rende il confronto difficile e spesso porta a rissosità e conflitti, come evidenziato dai “continui focolai di guerra” e dall’inefficacia della diplomazia.
L’Accelerazione e la Sfida alla Filosofia
Abbiamo identificato le cause principali di questa accelerazione: la pervasività delle tecnologie digitali (velocità dell’informazione, frammentazione dell’attenzione), la logica del capitalismo neoliberista (obsolescenza accelerata, competizione), la globalizzazione stessa (interconnessione, complessità) e la crisi delle istituzioni tradizionali.
La Necessità di un Nuovo Approccio alla Riflessione
La conclusione del nostro disquisire è che, se la filosofia sembra “inerme” di fronte a tale rapidità, la soluzione non è abbandonarla, ma piuttosto modificare il nostro approccio ad essa. L’immagine del “bere qualche bicchiere di sano vino da meditazione seduti con calma e disquisire con la velocità dovuta” suggerisce la necessità di:
• Creare deliberatamente spazi e tempi per la riflessione lenta: un atto di resistenza contro la frenesia.
• Rispettare i tempi interiori dell’analisi: permettere alla saggezza di emergere al proprio ritmo, senza essere costretti dall’urgenza esterna.
• Riconnettersi con l’approfondimento: anche senza essere “colti”, l’importante è la volontà di andare oltre la superficie.
Solo così, in questi momenti di “crepuscolo auto-indotto”, la nottola di Minerva potrà finalmente spiccare il suo volo, offrendo quella comprensione e quel bagaglio filosofico che sono essenziali per navigare un mondo in continua trasformazione e per ridurre la paura e la conflittualità.
