di Giuliano Longo
Tra Kiev e Gerusalemme corrono 3.370 chilometri e tra Kiev e Teheran 3.115, tra Gerusalemme e Teheran è 1.665 chilometri, senza contare le capitali di altri Paesi che sono stati coinvolti o hanno deciso di farsi coinvolgere in questo ultimo anno di guerre: la Giordana Amman, Beirut in Libano, Damasco in Siria, Parigi, Mosca, Washington… Dalle stragi dei terroristi di Hamas alle bombe di Israele su Gaza, passando per l’offensiva ucraina fallita in Donbass e quella più riuscita nella regione russa di Kursk, ci troviamo di fronte a conflitti che sono già mondiali e rappresentano uno scontro tra un “vecchio”ordine mondiale sempre più fragile e un nuovo,di. Democrazie contro autocrazie come si afferma in Occidente. Da tempo si sono create le condizioni per queste esplosioni belliche. In Palestina già con balbettii di Barack Obama, mentre si assisteva ) alla continua espansione degli insediamenti illegali di Israele nei territori palestinesi. Una strategia sostenuta dalla forza militare di Israele e dal sostegno dell’alleato statunitense che ha annullato l’autorità e la credibilità di Abu Mazen in Cisgiordania e favorendo l’estremismo di Hamas a Gaza. In Ucraina spingendo per un allargamento della Nato che prometteva a Kiev l’ingresso nella Alleanza alla quele veniva promessa dal 2008 l’adesione di Kiev, dopo che tutti i paesi ex Patto di Varsavia venivano inglobati ad eccezione di Georgia e Ucraina. Ma è sufficiente affermare che tutti i popoli hanno diritto all’autodeterminazione senza trovare soluzioni meno dirompenti? Che fossero calcoli cinici (sulla pelle dei palestinesi e degli ucraini o solo sbagliati non conta. Contano i risultati che stanno destabilizzando il mondo. Un dato è certo gli Usa supportati dall’Europa e dall’Occidente non possono perdere accettando una erosione della loro egemonia. Quindi li abbiamo visti entrare sui diversi fronti di questa guerra mondiale, prima con cautela in Ucraina, all’inizio della minaccia russa solo con armi difensive. In Israele invece con la minaccia di non fornire più bombe, poi cedendo a Tel Aviv il diritto di devastare Gaza, bombardare l’Iran e, in Ucraina, promettendo di colpire in profondità la Russia con armi occidentali. La Russia si sarebbe forse “accontentata”di rubare all’Ucraina una parte dei suoi territori russofoni e filorussi, ma quando il coinvolgimento della Nato e dei Paesi occidentali è cresciuto, Mosca ha capito di poter assestare un colpo alle fondamenta del “vecchio” ordine. E già per Putin la guerra contro l’Ucraina, è una guerra contro gli Usa per interposta Ucraina, proprio come per gli Usa conta non tanto salvare l’Ucraina quanto indebolire la Russia. Per questa ragione Pechino rifornisce la Russia, come l’Iran e la Corea del Nord. Ognuno ha un fronte proprio (Taiwan, la Corea del Sud, il Giappone…) ma il nemico è uno e i “pezzetti”di guerra mondiale, di cui Papa Francesco parla fin dal 2014, si stanno ricomponendo. Il risultato è che siamo arrivati a prospettive di “soluzione finale” per i palestinesi e forse per il Libano, mentre si parladi guerra nucleare in Ucraina. Il risultato è che le famose“linee rosse”dell’una e dell’altra parte sono saltate e davvero “l sonno della ragione sta generando mostri”. Con la differenza che gli Usa sono un’isola che non verrebbe toccata nemmeno da una guerra nucleare (atomiche tattiche) in Europa, mentre la Cina ha la Russia che combatte al suo posto, come l’Ucraina combatte per gli Usa.. Nel frattempo Israele e Iran forse sono arrivati alla resa dei conti. L’’Europa, potrebbe pesare, Ma quale autorità ha un fantasma politico che accetta la strage degli innocenti di Gaza (11 mila bambini e 6 mila donne uccisi dalle bombe), che sceglie la graduale estinzione del popolo ucraino (52 milioni di persone nel 1992, 28 milioni ora) in cambio della improbabile sconfitta della Russia? Quello che sa fare bene l’Europa è adottare dazi sulle auto elettriche cinesi invocando una altrettanto improbabile “difesa comune Europea”. E nella migliore delle ipotesi affidarsi al rapporto Draghi che rappresenta nient’altro che le strategie preveggenti della finanza internazionale. Ma anche su questo non si mettono d’accordo……
