Sarebbe di almeno 12.000 morti, tra cui molti under 30, il bilancio della repressione iraniana alle proteste dei cittadini scesi in piazza, una somma raggiunta in soli due giorni, la cui stima è però resa complicata dal blackout che incombe sul Paese e impedisce le comunicazioni. A darla è Iran International, testata portavoce dell’opposizione di Teheran, con base a Londra, che si dice certa della stima definita da un lavoro certosino realizzato dal comitato editoriale, raccogliendo testimonianze da fonti sul campo- tra cui cita medici e infermieri e fonti interne al Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche di diverse città”. Un bilancio tanto tragico che rappresenterebbe, scrive Iran International, “il più grande massacro nella storia contemporanea dell’Iran”, avvenuto in gran parte nelle notti tra giovedì e venerdì 8 e 9 gennaio. Le vittime, riferisce la testate, sarebbero state principalmente colpite dalle forze del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica e dai Basij. Ridimensiona il bilancio l’Onu, attraverso la dichiarazione di Volker Turk, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani riportata sui canal social: il rappresentante Onu si dice “inorridito dalla crescente violenza contro i manifestanti, poiché secondo i resoconti centinaia di persone sono state uccise e migliaia arrestate”. “Le autorità- prosegue Turk- devono porre immediatamente fine a ogni forma di violenza e repressione e ripristinare il pieno accesso a Internet e alle telecomunicazioni”. Diffonde un video delle proteste sul suo account Instagram, Farah Pahlavi, ultima imperatrice dell’Iran, vedova di Mohammad Reza Pahlavi, ultimo Scià dell’Iran, e madre di Reza Phlavi e dal social invia un messaggio di sostegno ai manifestati scesi in piazza per protestare con le autorità iraniana. “Il vostro coraggio, il vostro patriottismo e il vostro altruismo negli ultimi giorni vi hanno fatto guadagnare il rispetto del mondo intero”, ha scritto. “Siate forti e credete che presto celebrerete la libertà insieme in Iran e la luce trionferà sulle tenebre”, li ha esortati.
Monito dell’Onu all’Iran: “Basta uccidere manifestanti pacifici”
L’Alto commissario delle Nazioni unite per i diritti umani Volker Turk ha chiesto alle autorità di iraniane di “cessare immediatamente di uccidere manifestanti pacifici”. “E’ inaccettabile qualificare i manifestanti come ‘terroristi’ per giustificare la violenza contro di loro”, ha affermato Turk in una dichiarazione diffusa dall’Alto commissariato delle Nazioni unite per i diritti umani. Il responsabile Onu ha sottolineato che l’uso della forza contro la popolazione civile e la criminalizzazione delle proteste rappresentano una grave violazione degli obblighi internazionali dell’Iran in materia di diritti umani.
Red
Nella foto una immagine dei corpi delle vittime mandata in onda dal Tg1
