di Giuliano Longo
Sono sempre più evidenti le prove che non solo i colloqui di pace per l’Ucraina sono in fase stallo, ma che la NATO ha convinto Washington non solo a continuare la guerra, ma anche ad estenderla.
Mentre Putin è volato in Cina per incontrare i suoi due amici, Xi Jinping e Kim Jong Un, con un viaggio senza precedenti di quattro giorni, la NATO, con il pieno appoggio degli Stati Uniti, sta intensificando i suoi sforzi per infliggere all’esercito russo una grave sconfitta e, in seguito, inviare truppe NATO per “stabilizzare” l’Ucraina.
Quali sono le prove? La prima, e molto evidente, è la decisione degli Stati Uniti di inviare 3.350 missili all’Ucraina, apparentemente a spese degli europei.
Si tratta delle cosiddette Extended Range Attack Munitions (ERAM), un tipo di missile da crociera lanciato dall’aria che . La stampa specializzata americana riporta che che secondo fonti di intelligence open source, gli ERAM hanno una gittata di lancio aereo di 400 chilometri
Washington afferma di opporsi agli attacchi missilistici ucraini sul territorio russo e, pur limitando l’uso degli HIMARS a lungo raggio, non sta invece limitando l’uso degli ERAM che trasportano una testata da 300 chili, il doppio di qualsiasi drone ucraino e di qualsiasi altro missile ATACMS.
L’Ucraina ha anche introdotto un nuovo missile da crociera chiamato Flamingo (FP-5), viluppato da un’azienda ucraina chiamata Fire Point, con una gittata di 3.000 km con la testata di una tonnellata
Gli ucraini affermano che il Flamingo è un missile interamente sviluppato internamente da loro, ma è quasi identico all’FP-5 prodotto dal Gruppo Milanion.con sede nel Parco Industriale di Tawazun, Abu Dhabi, Emirati Arabi Uniti..
Nessuna di queste armi, da sola, può fermare l’esercito russo, come ormai sanno gli analisti della NATO. Pertanto, l’attuale strategia dall’Ucraina è quella di colpire le infrastrutture critiche della Russia, aumentando i costi della guerra e demoralizzando l’opinione pubblica russa, ma non è sufficiente a fermare l’avanzata delle forze russe sul fronte di 1000 chilometri.
In passatola NATO hanno contribuito a pianificare offensive speciali (incluse avanzate capacità di intelligence in tempo reale) per cercare di dissuadere la Russia.
I più notevoli sono stati gli attacchi in Crimea diretti al porto di Sebastopoli e alle installazioni militari russe (in particolare le difese aeree), e altre importanti offensive nelle regioni di Zaporižžja, Kherson e Donetsk.
Otre a precedenti campagne di successo come la controffensiva di Kharkiv del 2022 nella regione di Kharkiv e la battaglia di Kiev. Più recentemente, le incursioni ucraine nell’oblast’ russa di Kursk nell’agosto 2024 rappresentano una significativa escalation riuscendo e a mantenere il controllo del territorio russo per alcuni mesi.
I russi sono riusciti a ribaltare la situazione r rispetto al 2023 con alti costi di uomini e materiali. Inoltre, a Kursk hanno dovuto fare affidamento sulle truppe nordcoreane, che hanno subito pesanti perdite.
La NATO ha interpretato l’impiego di truppe nordcoreane come un’ammissione delle carenze di personale e instabilità nell’esercito russo che sta subendo pesanti perdite nella guerra in Ucraina.
Nonostante Putin dichiari di non aver intenzione di attaccare l’Europa né ora né in futuro, nella NATO e per alcuni influenti Think Tank occidentali, le sue affermazioni vengono interpretate come l’ammissione di non essere in grado poter attaccare l’Europa con un esercito troppo piccolo e già indebolito dalla guerra in Ucraina.
A Mosca invece numerose fonti russe riferiscono che presto si materializzerà una nuova offensiva ucraina, fortemente sostenuta dalla NATO e mirata alla Crimea.
Tali fonti affermano che gli Stati Uniti e i loro partner della NATO hanno notevolmente aumentato la raccolta di informazioni di intelligence in preparazione del prossimo attacco.
Un rapporto russo su un canale Telegram chiamato Archangel of Special ne indica una serie di prove.
Dal 23 agosto si è registrato aumento dei voli di ricognizione nelle immediate vicinanze dei confini, russi anche da parte di aerei che da tempo non venivano osservati nella regione.
Un RQ-4B dell’aeronautica militare statunitense, che non si trovava nel Mar Nero da luglio, ha effettuato un pattugliamento notturno a sud-ovest di Sebastopoli.
Un P-8A della Marina statunitense ha effettuato ricognizioni in direzione del ponte di Crimea, di Sochi e della base navale di Novorossiysk per tre giorni consecutivi.
Il 25 agosto l’aereo Artemis CL-650, ha operato in tandem con l’R-8A per ottenere le informazioni più accurate sulle posizioni di difesa aerea russa.
E infine, fatto raro, un aereo francese E-3F AWACS è stato avvistato in volo verso la Crimea, interpretato come indizio sicuro di imminenti attacchi..
Secondo la pubblicazione americana Military&conflicts il 28 agosto un caccia russo Sukhoi ha intercettato sul Mar Nero un aereo da pattugliamento della Marina statunitense.
Quindi l’intelligence militare russa interpreta queste pesanti operazioni di sorveglianza guidate dagli Stati Uniti, come preparatorie per una grande offensiva contro la Crimea.
Una offensiva su quella penisola sul mare di Azov avrebbe inoltre un evidente significato politico se si considera che la Crimea è stata annessa alla Russia già nel 2014 senza eccessivi clamori da parte occidentale.
I blogger militari russi avvertono che l’Ucraina si è “preparata a questo attacco nelle ultime settimane. I mezzi da sbarco dono pronti da tempo, e i dtoni d’attacco gli USV sono già schierati alla foce del Danubio.
Persino le forze speciali del GUR [Servizio di intelligence militare ucraino] sono arrivate nella regione di Odessa come parte di questa preparazione”.
Il 28 agosto i russi hanno invece affondato a Simferol (in Crimea), i una nave da ricognizione ucraina, vicino alla foce del Danubio, utilizzando un drone marino.
E’ evidente che una offensiva di così alto impatto coinvolge necessariamente gli Stati Uniti e la NATO nonostante le reiterate dichiarazioni della Casa Bianca secondo cui l’Ucraina dovrebbe cedere la Crimea alla Russia in caso di accordo di pace..
In parole povere, i russi interpretano questi sviluppi come un possibile rinnovato tentativo da parte di Stati Uniti e NATO di modificare la “correlazione di forze” nella guerra in Ucraina, con l’intento di estorcere importanti concessioni ai russi e non agli ucraini.
Sin qui abbiamo solo fornito indizi concreti di questa nuova strategia ora non resta che attendere per vedere come si svilupperà una nuova offensiva in Crimea (se mai si verificherà) e se i russi riusciranno a contrastare un attacco su larga scala.
Ma questo è un chiaro segnale che i colloqui di pace, almeno per ora, sono morti e che la NATO vuole “vincere” la sua guerra contro la Russia, mentre pare che Washington abbia deciso non solo di assecondare i suoi alleati europei, ma di parteciparvi in modo significativo.
Britannici e francesi, e probabilmente anche i tedeschi, vogliono sostenere una tale vittoria schierando truppe NATO per salvare l’esercito ucraino, che altrimenti potrebbe crollare.
Ci sono indicazioni che la Germania si stia muovendo verso la coscrizione militare, intensificando la fornitura di armi all’Ucraina e costruendo un’infrastruttura che potrebbe supportare le forze armate NATO impegnate nel combattimento in Ucraina.
Trump nel frattempo ha intensificato la sua retorica contro la Russia dopo il recente vertice della Casa Bianca sulle garanzie di sicurezza con Zelensky e alcuni leader europei.
Non casuali sono le sue critiche a Joe Biden per non aver autorizzato attacchi ucraini all’interno del territorio russo e aver intrapreso la guerra con forze oggettivamente inferiori.
Un ammissione che potrebbe preludere alla nuova strategia di un intervento diretto della NATO se non sul terreno, almeno sui cieli russi e sul Mar Nero, colpendo e indebolendo Putin.
