di Orsensio Palmense
“Io penso che il punto più importante sia convincere le famiglie che in certi percorsi di istruzione tecnica e professionale c’è un grande avvenire per i propri giovani. Rendere sempre più chiari i talenti dei nostri giovani, individuarli e valorizzarli perché per fortuna i talenti sono diversi e bisogna dare a ciascuna potenzialità, a ciascuna abilità, a ciascuna intelligenza, ciascun talento, l’opportunità di realizzarsi”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, durante un punto stampa, insieme al Presidente CdO Bergamo Alberto Capitanio, all’evento ‘L’istruzione entra nel merito: talento, imprese, futuro’, a Bergamo. “Ci vuole una rivoluzione culturale perché dobbiamo smetterla di pensare che chi va all’Istituto alberghiero o all’Istituto Meccatronico o all’Istituto Agrario o all’Istituto Chimico sia un cittadino di Serie B”, ha aggiunto il ministro.
Primaria tra le migliori ma necessario più legame con società
“La scuola primaria italiana devo dire che anche nei risultati è una scuola che a livello internazionale raggiunge posizioni sicuramente decorose. Semmai c’è un tema che deve essere affrontato, cioè quello di coinvolgere i bambini nella realtà circostante. Vi cito qualche esempio: ho incontrato un po’ di tempo fa la mamma di un ragazzino egiziano, lei mi diceva ‘mio figlio durante la sua settimana fa soltanto due percorsi: casa-scuola, scuola-casa e non conosce nulla della città, non conosce nulla della sua storia, dei suoi monumenti, della sua identità, di quello che è attorno alla scuola’. E io ho detto: questa è una grande sfida, questa donna, questa signora, questa mamma ha toccato un tema che dovrebbe preoccuparci tutti, quello di far sì che l’insegnamento coinvolga anche la società in cui si vive”. “Un altro tema è l’accordo con le associazioni di categoria. Per portare la bellezza del Made in Italy nelle scuole elementari, per appassionarli al lavoro, alla manualità. Ho detto per esempio, portate un mobile frutto della vostra straordinaria creatività in una classe e spiegate come nasce questa opera”, ha aggiunto Valditara, che ha sottolineato come sia importante riuscire a “motivare, a incuriosire, ad appassionare questi bambini attorno a meccanismi, a sistemi di questo tipo”. “E poi ancora il tema dell’insegnamento delle materie scientifiche – ha spiegato ancora il ministro , il tema della matematica, che vale anche per le scuole elementari, cioè sempre un discorso di riflessione sulla realtà: guardate che bello questo tavolo che è un tavolo rettangolare. Partendo proprio dai dati della realtà, per poi arrivare a spiegare le regole, perché se noi diamo le regole fredde, vuote, non appassioniamo il bambino”.
Collegare la scuola con la società
“Il tema della storia, il tema della geografia, la geografia che si avvicina anche al territorio, che non sia soltanto qualcosa di astratto, ma che sia vicina alla vita quotidiana – ha proseguito Valditara -. Ecco, se noi riusciamo a collegare la scuola con la società, il territorio, la passione, i lavori, certamente facilitiamo molto il compito degli insegnanti. Io non posso far altro che esprimere un grande apprezzamento per il loro lavoro, perché comunque la scuola primaria, pur con tutte le sue criticità, è una delle scuole primarie che meglio realizzano i propri obiettivi in contesto europeo”. “Lo faceva il mio maestro di terza, quarta e quinta elementare, me lo ricordo ancora, che di fronte a qualsiasi oggetto o situazione ci chiedeva:che cosa ti stimola, che cosa ti fa pensare, quali sono le sensazioni che tu provi?. E tutti i bambini prima o poi intervenivano”, ha concluso Valditara riguardo l’importanza di formare lo spirito critico nei bambini, “perché tutti i bambini hanno qualche cosa dentro da dire. E questo è lo schema giusto”.
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