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L’Altro Ispettore – Dalla Rai una fiction ‘leggera’ che fa riflettere sui drammi degli incidenti sul lavoro

di Wladymiro Wysocki (*)

Martedì ha debuttato la prima serata della miniserie Rai, sulle morti sul lavoro.

Arriva l’ispettore eroe senza pistola che indaga sulle morti bianche, mettendo al centro il delicato tema della sicurezza sul lavoro.

La nuova fiction Rai verrà presentata in tre serate, la prima ieri sera, dove ogni puntata è divisa in due episodi sui principali drammi quotidiani del mondo del lavoro.

Quello che emerge è una leggerezza nel trattare queste vere tragedie del lavoratore vittima dell’incidente e dei familiari coinvolti, il tutto contornato dalle difficoltà e dubbi investigative tra magistrato e ispettori per fare emergere la verità.

L’integerrimo ispettore dedica tutta la sua vita alla ricerca della verità, analizzando tutti i dettagli, ponendo domande giuste per risalire ai fatti dell’accaduto.

Il debutto inizia con un caso reale che ha scosso l’Italia intera, il dramma di Luana D’Orazio.

In questo caso nella fiction la vittima è Karina, una ragazza di diciannove anni, ballerina e lavoratrice, giovane, solare, allegra, una vera forza nella vita, amata da tutti eppure un maledetto giorno, nel lavoro che svolgeva sempre con il suo macchinario, inconsapevole della rimozione delle protezioni viene risucchiata e stritolata.

Il nostro ispettore viene assalito da mille domande, come potesse essere accaduta una cosa simile quando dalle carte del macchinario si evidenziavano tutte le protezioni e i dispositivi di sicurezza che in caso di emergenza si dovevano attivare.

Come mai non sono entrate in funzioni specie con una password identificativa, a protezione di una eventuale accidentale problema.

Possibile mai che qualcuno abbia rimosso il dispositivo? Per quale vantaggio poi? E chi? Insomma, la fiction ci fa vivere, per i tempi stretti della televisione, le analisi e i percorsi investigativi su vere follie che un imprenditore possa mettere in atto a discapito della vita umana.

Si risale al motivo: si disattivano i dispositivi di sicurezza per far andare la macchina più veloce così da potersi garantire un aumento della produzione e poter rispettare gli ordini.

Assurdo, direbbe un telespettatore comodamente seduto sul divano, la vita umana al prezzo dell’aumento di fatturato.

Questo è quello che accade sempre nel quotidiano, questo è il messaggio crudo ma vero, anche se alleggerito dalle goffe problematiche amorose dell’ispettore.

L’amaro che ci lascia questo episodio, forse non noto a tutti, è che almeno qui il colpevole è stato trovato e condannato cosa che la povera Luana è in attesa e chissà se mai ci sarà un colpevole.

Il secondo episodio ha trattato un altro mondo del lavoro, fortemente in crisi per le vittime e gli incidenti, il cantiere.

Tema di sfondo il lavoro sommerso, lavoro a nero, lavoro oggetto di caporalato, lo sfruttamento della persona facendo leva sulle necessità economiche del lavoratore per mantenere la famiglia.

L’incidete è una caduta mortale dal ponteggio, la prima causa di infortunio in Italia per questo settore secondo il report di INAIL.

Nel secondo episodio, l’uomo vittima dell’incidente viene abbandonato, o meglio scaricato, dal furgone davanti al pronto soccorso in stato di fin di vita.

Anche qui, impossibile non ritornare alla memoria del caso nazionale drammaticamente accaduto a Latina del bracciante indiano Satnam Singh, abbandonato davanti casa con gli arti amputati.

La serie evidenzia come la sicurezza non sia solo una questione di legge, ma di cultura aziendale. Il protagonista, attraverso la sua “gentilezza e competenza,” punta a smascherare non solo la negligenza ma la radice del problema, che è spesso l’idea che la prevenzione sia un costo e non un investimento sulla vita umana e sulla produttività.

Il successo della fiction è, in questo senso, un termometro della necessità di riportare la luce su un’emergenza nazionale che richiede un impegno costante, non solo normativo, ma etico e sociale.

Bellissima la frase che emerge al primo episodio sul richiamo della nostra Costituzione Italiana al diritto del lavoro e segue con, “il nostro compito è di renderlo sicuro”.

Non sarà una fiction a rendere sicuro il lavoro, ma sarà motivo di riflessione per tutti per portare la sicurezza nel lavoro nell’importanza che merita.

(*) Esperto di sicurezza sul lavoro

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