Marine Le Pen, la favorita per la carica di prossimo presidente francese, deve prendere una decisione dopo che le è stato vietato di candidarsi alle elezioni del 2027, quindi se ne andrà in silenzio o darà fuoco alla casa?Le sue scelte avranno un impatto enorme sulla politica del Paese nei prossimi due anni e qualunque strada scelga, sarà piena di rischi e complicazioni.
Dopo condanna a quattro anni di carcere, due dei quali sospesi e due da scontare agli arresti domiciliari (ma c’è un ricorso all’appello) potrebbe scegliere di farsi da parte e lasciare il testimone al suo protetto, Jordan Bardella di 29 anni (nella foto) prima delle prossime elezioni presidenziali.
Il rischio è che passare la mano a un candidato così inesperto ridurrebbe le possibilità del suo Rassenblement national di destra, di vincere la presidenza alle elezioni del 2027, mentre farsi da parte docilmente sprecherebbe il capitale politico che il verdetto di lunedì porterebbe a lei come vittima della ingiustizia.
In un sondaggio Ifop pubblicato domenica, Bardella otterrebbe una quota di voti simile a quella di Le Pen per il primo turno delle elezioni presidenziali del 2027, ma otterrebbe risultati leggermente inferiori in un ipotetico ballottaggio contro un candidato centrista
In alternativa Marine potrebbe scatenare una guerra contro il sistema giudiziario francese, ma soprattutto far cadere l’attuale governo già sul filo del rasoio all’Assemblea Nazionale.
Le Pen e i suoi alleati hanno già definito la sentenza uno scandalo democratico, lasciando intendere che non accetterà passivamente il verdetto. “Questa sera, milioni di francesi sono indignati, indignati in misura inimmaginabile nel vedere che [in] Francia, il paese dei diritti umani, i giudici hanno messo in atto pratiche che si pensava fossero riservate ai regimi autoritari“, ha detto ieri Le Pen nel corso di un’intervista all’emittente TF1ì.
Marine è uno dei volti più noti e popolari della politica francese. Il suo partito è il più grande all’Assemblea Nazionale e ha ottenuto la quota maggiore di voti alle elezioni europee dell’anno scorso.
Nel breve termine, potrebbe essere proprio il governo di Emmanuel Macron a subire il colpo dopo che importanti esponenti del Rassemblement hanno minacciato di farlo crollare il Governo, apparentemente per una questione di politica energetica.
Il governo, guidato dal primo ministro centrista François Bayrou, ha una presa fragile sul potere. E se il Rassemblement presentasse una mozione di sfiducia sulla politica energetica, potrebbe avere successo se altri partiti di opposizione della sinistra decidessero di votare a favore.
Le Pen, che ha lasciato il tribunale prima che venisse pronunciato il verdetto, potrebbe anche decidere di seguire l’esempio del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha fatto campagna contro i procedimenti legali avviati contro di lui.
Sebbene il partito abbia le sue radici nell’estremismo di destra, Le Pen ha lottato per normalizzarlo e ampliare la sua base elettorale, dichiarandosi fedele alle istituzioni della Repubblica francese, ma la bomba di lunedì cambia tutto.
Negli ultimi anni la politica D’Oltralpe si è frammentata e sono nati molti movimenti spontanei, il più importante dei quali è stato quello dei gilet gialli anti-Macron del 2018, sfociato in violenza. Anche se è probabile che Le Pen si astenga personalmente dal chiedere la violenza, il verdetto potrebbe alimentare il risentimento in un Paese i cui elettori sono già frustrati dal modo in cui Macron gestisce il potere.
Ma la potenziale reazione rabbiosa di Le Pen (oltre a un processo di appello) e la lunga tradizione di deferenza del suo partito nei confronti del suo leader potrebbero anche minare la capacità del Raggruppamento elettorali del partito.
Bardella è il primo candidato alla presidenza per sostituire Le Pen come candidato di estrema destra, ma molti dubitano della sua capacità di raccogliere l’eredità della suo mentore e di unire un partito devoto alla famiglia Le Pen.
Negli ultimi anni la politica francese è stata plasmata dall’inarrestabile ascesa di Marine, con idee di estrema destra sull’immigrazione e sull’Islam sempre più diffuse, mentre gli oppositori politici hanno sempre trovato il modo di costruire alleanze per tenerla fuori dal potere.
Ma nella imprevedibilità che oggi avvolge la politica francese, è probabile quasi che né Macron né Le Pen, i due politici più importanti della Francia odierna, si candideranno alla presidenza nel 2027.
GiElle
aggiornamento il caso Le Pen ore 14.30
