Economia e Lavoro

Le storie dell’economia e della finanza: la Federal Reserve /2

di Marco Palombi (*)

Le giustificazioni ufficiali per queste misure includevano la necessità di prevenire il collasso del sistema economico, sostenere le famiglie e le imprese durante i lockdown e garantire la stabilità dei mercati finanziari. Tuttavia, l’entità di questa espansione monetaria solleva interrogativi. È interessante notare che il volume di liquidità creato superava di gran lunga le necessità immediate dell’economia reale. Il PIL statunitense, dopo una contrazione del -3,4% nel 2020, rimbalzò con una crescita del 5,7% nel 2021, ma agli economisti monetari non è sfuggito che il ritmo della creazione di moneta andava ben oltre il recupero economico necessario.

 

L’espansione di M3, storicamente, non è mai stata un semplice esercizio di sostegno economico. Quando un paese si prepara a sostenere impegni straordinari, come una guerra, la capacità di generare e gestire liquidità diventa cruciale.

 

Durante la Prima Guerra Mondiale, la Federal Reserve fu lo strumento principale per mobilitare risorse attraverso l’emissione di obbligazioni di guerra. La Seconda Guerra Mondiale vide un’espansione monetaria simile, in cui l’offerta di moneta fu utilizzata per finanziare l’industria bellica e sostenere lo sforzo militare. In entrambi i casi, M3 non servì solo a stimolare l’economia interna, ma a costruire una base finanziaria per operazioni di scala globale.

 

Il periodo post-pandemia mostra delle similitudini inquietanti con quanto la storia ci insegna.

 

Tra il 2021 e il 2022, il mondo ha dovuto affrontare una crescente instabilità geopolitica, culminata con l’operazione speciale russa in Ucraina.

 

Gli aiuti economici e militari all’Ucraina, unitamente al rafforzamento della NATO, hanno richiesto risorse finanziarie straordinarie. Solo nel 2022, gli Stati Uniti hanno stanziato oltre 75 miliardi di dollari in aiuti militari, economici e umanitari all’Ucraina, una spesa significativa che si è aggiunta al bilancio federale senza apparenti difficoltà. Questo tipo di spesa su larga scala è possibile solo quando un paese ha già accumulato le risorse monetarie necessarie, come avvenuto durante l’espansione di M3 nel periodo pandemico.

 

In parallelo, il rafforzamento del dollaro, dovuto all’aumento dei tassi di interesse nel 2022, ha consolidato il potere economico americano, aggravando le difficoltà per i paesi emergenti che dipendono dai finanziamenti in dollari. Questo ha avuto l’effetto di rafforzare ulteriormente la posizione geopolitica degli Stati Uniti, riducendo l’autonomia economica di potenziali rivali o alleati riluttanti.

 

L’espansione di M3 durante il COVID, pur presentata come una misura di emergenza per salvaguardare l’economia, ha quindi creato una base finanziaria perfetta per sostenere un conflitto internazionale. In termini storici, la connessione tra espansione monetaria e preparazione bellica non è nuova. Le guerre richiedono liquidità, e la liquidità su larga scala richiede giustificazioni straordinarie. La pandemia potrebbe aver fornito l’occasione per predisporre un tale accumulo, mascherato sotto la necessità di reagire a una crisi sanitaria senza precedenti.

 

(*) Presidente Dipartimento Economia e Finanza PPI

 

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