di Luca Rossi (*)
La Lega si interroga sul proprio futuro e le polemiche interne infiammano la politica d’agosto. “Serve più rispetto per Matteo Salvini”, è la sintesi del presidente della Camera, Lorenzo Fontana. A suo dire, “è un momento nel quale bisogna ritrovare spirito di coesione e avere rispetto per il lavoro svolto. Se si ha davvero a cuore il movimento, è giusto discutere e ragionare sul futuro. Ma bisogna farlo evitando conflitti pubblici e confusione”. Le sue parole a ‘il Giornale’ arrivano all’indomani dell’affondo del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che è arrivato a non escludere un passo indietro di Salvini dalla segreteria del partito, andando incontro agli strali dei salviniani di ferro nella chat del Consiglio federale.
L’ala nordista, in ogni caso, lavora a un’associazione “larga”, sulla quale maggiori dettagli potrebbero emergere in occasione dell’incontro di giovedì pomeriggio alla Versiliana, a cui parteciperanno lo stesso governatore lombardo e Massimiliano Romeo, capogruppo leghista al Senato e segretario della Lega Lombarda. E proprio quest’ultimo annuncia l’uscita del suo libro, con l’Alberto da Giussano che si staglia con spada sguainata sulla copertina verde. ‘Fare la Lega. Agenda per il rinnovamento’, è il titolo del volume. “Passando molto del mio tempo tra i militanti e tra la gente ho voluto raccontare e in modo costruttivo teorizzare il grande desiderio di rinnovamento che viene proprio dalla base e dagli elettori. Questo è il mio pensiero e mi auguro che possa essere un contributo costruttivo per Lega”, le parole di Romeo. Che poi avverte: “La Lega è nata al Nord ma può dare voce anche alle istanze del centro-sud. Come vi è una questione meridionale, anche la questione settentrionale esiste e quest’ultima è più attuale che mai”. A giudizio del presidente dei senatori del Carroccio, “arroccarsi è il peccato più mortale che la Lega possa fare: siamo nati per abbattere le roccaforti, non per nascondervici dentro”. In sostanza, per Romeo, “la Lega deve fare solo la Lega”, tenendo presenti gli obiettivi del federalismo e dell’autonomia. Il segretario della Lega Lombarda in un altro passaggio rimarca, ancora, la necessità di una “Lega sindacato del territorio, una Lega nazionale dalle forti identità territoriali, questa è la Lega che ci piace. Ripartiamo quindi dalla base. Ci siamo imborghesiti, serve un ritorno al celodurismo della prima ora”.
Certo è che il dibattito dalle parti di via Bellerio non si placa. “Io mi domando: chi oggi polemizza perché a suo tempo non ha scelto di candidarsi e di raccogliere il voto dei militanti?”, dice Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto e vicesegretario leghista, al ‘Corriere della Sera’. Il suo collega lombardo Fontana parla di “malessere nel partito”? Stefani risponde così: “Io penso al malessere dei cittadini, alle liste d’attesa, alle difficoltà economiche dovute al caro energia: questi sono i miei codici rossi. I malesseri di partito si curano nei congressi”. E a stretto giro sui social Luca Toccalini, deputato e coordinatore federale della Lega Giovani, assicura: “Alla nuova generazione interessa lavorare, non la polemica. Alle parole preferiamo i fatti”. Mentre Gian Marco Centinaio, vicepresidente del Senato, chiarisce: “Io continuo a pensare che ‘i panni sporchi si debbano lavare in casa’ e quindi penso che il dibattito interno possa andare bene solo se non sfocia in polemiche sterili”. Il Carroccio – aggiunge – “non è solo il segretario: la Lega è anche un partito con una classe dirigente che deve prendersi le responsabilità di quello che fa. Puntare il dito contro il segretario senza esserci fatti un esame di coscienza non serve alla Lega”. Invece, Daniele Belotti, ex parlamentare bergamasco ed ex speaker storico dei raduni di Pontida, va all’attacco: “Il presidente Fontana ha detto una cosa giusta e condivisibile. Chiedo un’analisi seria e non ho problemi a dire che va cambiato il segretario federale. A Salvini l’ho detto in faccia”.
(*) La Presse
