Primo piano

Legambiente contro Conte: “Il suo fu un condono”. Pd: “Nel 2018 errore grave”

 La tragedia della slavina di acqua e fango che ha devastatato riaccende la polemica sul provvedimento varato dal Governo Conte 1 nel 2018. Il contestato condono per la ricostruzione post terremoto per l’ex premier dell’esecutivo gialloverde non fu un vero condono. “Abbiamo solo chiarito la procedura di semplificazione per dare risposte, esaminare quelle richieste. Ma non era permesso concedere sanatorie in caso di vincolo idrogeologico”, ha dichiarato ieri Conte a ‘Mezz’ora in più’.  Una posizione che non trova d’accordo in tanti: dall’esponente dei Verdi Angelo Bonelli al leader di Italia Viva Matteo Renzi. A cui oggi si sono aggiunti anche, tra gli altri, Legambiente e il Partito democratico. Tutti contro il provvedimento contenuto nel decreto Genova sul Ponte Morandi. L’associazione ambientalista, che già nelle ore successive alla catastrofe sull’isola d’Ischia aveva bollato come ‘Condanne’ le sanatorie e i condoni approvati per chi vive in Campania, smentisce le parole di Conte: “È vero l’esatto contrario. Il condono c’è ed è nell’ultima frase del primo comma dell’articolo 25 del decreto Genova“, spiega il presidente di Legambiente Stefano Ciafani. “Quella frase stabilisce che le pratiche di sanatoria inevase fino ad allora vengono giudicate in base al condono Craxi del 1985, rendendo possibile il condono di edifici costruiti in aree a rischio sismico e idrogeologico, sanatoria che invece era vietata coi condoni successivi di Berlusconi varati nel 1994 e nel 2003“, sottolinea Ciafani. “Quattro anni fa Legambiente, insieme a diverse realtà e rappresentanti dei costruttori, dei lavoratori edili, dei comuni colpiti dal sisma, degli architetti e dei geologi, degli studenti e di varie associazioni della società civile, chiese all’esecutivo Conte 1 e ai parlamentari di maggioranza di M5S e Lega un’assunzione di responsabilità, perché questa sanatoria avrebbe messo in pericolo le persone che sarebbero tornate a vivere in case ricostruite con i soldi pubblici in aree pericolose“, ricorda il presidente dell’associazione. Purtroppo “il nostro appello è rimasto inascoltato e la legge di conversione del decreto fu approvata grazie al voto favorevole dei due partiti dell’allora maggioranza, a cui si aggiunse il sì di FdI e l’astensione di Forza Italia“, nota Ciafani.

Aggiornamento Ischia ore 11.34

Related posts

L’Anp di Arafat pronta a tornare a governare a Gaza

Redazione Ore 12

Ha confessato l’omicida dell’attrice hard Charlotte Angie. Era un vicino di casa

Redazione Ore 12

Turismo, Garavaglia: “Verso totale riapertura. Occasione che dobbiamo cogliere”

Redazione Ore 12