Roma Capitale

Letizia Battaglia ‘Senza fine ‘nella cornice delle Terme di Caracalla

di Emanuela Castellucci 

La suggestiva bellezza delle Terme di Caracalla fa da cornice ai toccanti scatti di Letizia Battaglia (Palermo 1935-2022), fotoreporter autodidatta diventata una delle voci più appassionate ed interessanti della fotografia italiana.

Nel trentesimo anniversario degli attentati a San Giovanni in Laterano e a San Giorgio al Velabro, la mostra celebra un’artista che ha saputo concretizzare nei suoi scatti, crudi ma delicati, l’impegno civile e l’attenzione al sociale, filo conduttore della sua intera vita.

92 immagini in bianco e nero, di grande formato, esposte su lastre di vetro temprato – omaggio a Lina Bo Bardi e alla installazione fatta al Museo de Arte de Sao Paulo – in un susseguirsi asincrono, temporale e non cronologico che coinvolge emotivamente lo spettatore.

 L’esigenza di fotografare per Letizia Battaglia inizia a Milano negli anni Settanta collaborando con la rivista Le Ore e con il periodico ABC. Fotografa Dario Fo e Franca Rame, Berlinguer, Pasolini e Guttuso.

Poi il rientro a Palermo nel 1974  e la direzione del team fotografico del quotidiano L’Ora fino al 1991. Con la sua Pentax K1000 ha saputo cogliere le mille anime della sua città mescolando la ricchezza e la povertà, lo sfarzo e la decadenza, la mafia e l’ospedale psichiatrico in un costante dialogo.

L’obiettivo passa da “Ricevimento aristocratico in giardino con volpe morta” a “Rubava il rame nei tombini dell’energia elettrica per sfamare i suoi figli. E’ morto fulminato”;  dall’arresto del boss Bagarella a “Il ballo. Festa di Capodanno a Villa Airoldi”. E poi Giovanni Falcone ai funerali di Carlo Alberto Dalla Chiesa, la scrivania di Boris Giuliano – capo della Squadra Mobile di Palermo – il giorno del suo assassinio e “Omicidio targato Palermo”.

Utilizza il reportage per raccontare quel che vede e che vive, “si trova al centro della scena, a contatto diretto con il soggetto da fotografare, a distanza di un cazzotto o di una carezza ma sempre con rispetto e dignità”- così nel pannello introduttivo alla mostra.

Fotografa contro la mafia – come sottolineava – e non fotografa di mafia, – come spesso veniva appellata – ci regala immagini struggenti colte con la delicatezza del suo obiettivo. Con l’immagine-icona di Rosaria Costa, vedova Schifani  – agente ucciso nell’attentato a Giovanni Falcone il 25 maggio 1992 – ha deciso di non fotografare più fatti di mafia.

Ecco quindi le fotografie scattate in Turchia, in Russia, in America, in Zaire ma anche i volti di bambine e i corpi di donne, immortalati con estrema sensibilità.

Le sue immagini sono rispettose della realtà sociale che descrivono, il suo occhio non è mai giudicante, piuttosto attento a cogliere l’essenza del soggetto ed il contesto, che spesso diventa la didascalia migliore dell’immagine stessa.

Terme di Caracalla

Fino al 5 novembre 2023 

Martedì – domenica dalle 9 alle 19.15

Related posts

ROMA: PRATELLI – MARINONE “ADOLESCENTI E ECO-ANSIA, FARE RETE PER SOSTEGNO AI PIU’ GIOVANI”

Redazione Ore 12

Domenica 7 dicembre musei e siti archeologici di Roma Capitale gratuiti

Redazione Ore 12

Gualtieri: “Roma si aggiudicherà Expo 2030 al primo turno”

Redazione Ore 12