Gli investimenti sauditi nelle raffinerie indiane e nell’esplorazione petrolifera potrebbero occupare un posto di rilievo nei colloqui che il Primo Ministro Modi avrà con i suoi ospiti a Gedda oggi e domani.
Mentre il Primo Ministro Narendra Modi (nella foto) avvia la discussione a Gedda con i massimi vertici della leadership saudita, tra cui il principe ereditario Mohammad bin Salman, l’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) con un annuncio della settimana scorsa, prevede un taglio delle previsioni sulla domanda globale di petrolio.
L’AIE ha avvertito che la domanda di petrolio quest’anno potrebbe non superare i 730.000 barili al giorno, con un calo di almeno 300.000 barili. Metà della riduzione si è concentrata negli Stati Uniti e in Cina, impegnati nella guerra commerciale. Ciò significa che la Cina, il principale importatore mondiale di petrolio con oltre 11 milioni di barili al giorno nel 2024, non ne acquista più in tali quantità.
I prezzi del petrolio sono scesi a 60 dollari al barile, il minimo degli ultimi quattro anni. A ciò si aggiunge la sorprendente decisione dell’OPEC+ (Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio più Russia) di aumentare la produzione a partire dal mese prossimo.
Quindi i prezzi potrebbero scendere ulteriormente, mettendo a dura prova le finanze dei produttori di petrolio, tra cui l’Arabia Saudita e Russia, che a dicembre 2024 produceva 8,9 milioni di barili al giorno. Ma già Modi con una dichiarazione prima della sua partenza, ha lasciato porte aperte ai sauditi.
“La nostra domanda di energia continuerà a crescere e l’Arabia Saudita rimarrà un partner stretto per la nostra sicurezza energetica – ha detto-. Come partner strategici, concordiamo sul fatto che la nostra cooperazione energetica non si limiti a semplici rapporti tra acquirenti e venditori. Stiamo valutando progetti congiunti nel settore delle raffinerie e della petrolchimica.”
Saudi Aramco, il monopolista statale del petrolio e del gas, è interessata ai piani di espansione di due importanti compagnie petrolifere indiane: Bharat Petroleum, che sta ampliando la sua raffineria di Bina per produrre una gamma di prodotti ad alta importazione, come polietilene a bassa densità, polipropilene e altri aromatici.
Poi c’è ONGC, il principale produttore di petrolio indiano che sta investendo molto nel settore delle energie rinnovabili.
Sebbene i sauditi siano tra i tre principali fornitori di petrolio dell’India (insieme a Iraq ed Emirati Arabi Uniti), sanno che i russi li tallonano considerando che il loro petrolio viene venduto a un prezzo inferiore al tetto massimo occidentale di 60 dollari al barile e che i investendo negli asset indiani potrebbero migliorare la loro posizione.
Modi e il principe ereditario Salman presiederanno la seconda riunione del Consiglio di partenariato strategico istituito nel 2019, dove la difesa è un settore di interesse, con i due eserciti e le due marine che terranno esercitazioni congiunte.”Siamo stati in grado di soddisfare alcune delle esigenze delle forze armate in Arabia Saudita“, ha e si è impegnato “investimenti sauditi nel settore manifatturiero della difesa in India”.
Anche l’ambizioso corridoio commerciale India-Medio Oriente-Europa (IMEC) dovrebbe essere oggetto di discussione. Tramite l’IMEC gli Stati Uniti e l’UE intendono colmare le distanze con l’India e contrastare l’influenza cinese. Il corridoio darebbe vigore alla strategia indiana che intende all’accerchiamento di Pechino e a diventare un leader tra i Paesi in via di sviluppo. Per gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita rappresenta il ponte economico tra Oriente e Occidente.
GiElle
