Dublino si unirà alla causa del Sudafrica contro Israele presso la Corte internazionale di giustizia (ICJ) per il presunto genocidio nella Striscia di Gaza, lo ha confermato mercoledì il ministero degli Esteri irlandese.
A gennaio,la Corte internazionale di giustizia si è pronunciata su misure provvisorie nellla del Sudafrica contro Israele per presunto genocidio nella Striscia. La corte ha ordinato a Israele di adottare misure urgentiper prevenire atti di genocidio e garantire il flusso di aiuti umanitari all’enclave. Ma la Corte non ha ordinato un cessate il fuocoimmediato a Gaza.
“Il Ministro degli Affari Esteri e Ministro della Difesa, Micheal Martin TD [Teachta Dala, membro della camera bassa del parlamento irlandese] ha annunciato che l’Irlanda interverrà nel caso avviato dal Sud Africa contro Israele ai sensi della Convenzione sul genocidio alla Corte internazionale di giustizia” afferma il ministero con una nota.
Probabilmente ci vorranno diversi mesi prima che l’Irlanda si unisca alla causa, si legge nella nota. Tuttavia Martin ha incaricato i funzionari di iniziare a lavorare sul processo. Secondo la dichiarazione, l’Irlanda sarà in stretto contatto con altri partner che hanno annunciato l’intenzione di unirsi al Sudafrica nel caso del genocidio.
“Spetta alla Corte stabilire se si stia commettendo un genocidio. Ma voglio essere chiaro nel ribadire quello che ho detto più volte negli ultimi mesi: quello che abbiamo visto il 7 ottobre in Israele, e quello che stiamo vedendo a Gaza ora, rappresenta una palese violazione del diritto internazionale umanitario su vasta scala”, ha affermato il ministro nella dichiarazione.
A febbraio l’Irlanda e la Spagna chiedevano una “verifica urgente” per controllare se Israele stia rispettando gli obblighi in materia di diritti umani nell’ambito del suo accordo commerciale con l’UE, secondo una lettera congiunta visionata da Euractiv.
“Siamo profondamente preoccupati per il deterioramento della situazione in Israele e a Gaza (…) L’estensione dell’operazione militare israeliana nell’area di Rafah rappresenta una minaccia grave e imminente che la comunità internazionale deve affrontare con urgenza”,hanno dichiarato i due Paesi in una lettera congiunta indirizzata alla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e al capo diplomatico dell’UE Josep Borrell.
L’UE ha faticato a trovare una posizione unitaria sul conflitto a Gaza, poiché i sostenitori convinti di Israele, come la Germania, hanno respinto le richieste di un cessate il fuoco immediato espresse da Paesi come Spagna e Irlanda. L’Ungheria e la Repubblica Cecacontinuano a bloccare le sanzioni contro i coloni israeliani in Cisgiordania.
Secondo il documento, datato 14 febbraio e firmato dal primo ministro spagnolo Pedro Sanchez e dal Taoiseach (capo del governo) irlandese Leo Varadkar, i due Paesi chiedono all’esecutivo dell’UE di proporre “misure appropriate” che potrebbero essere adottate se Israele dovesse violare gli obblighi previsti dall’Accordo di associazione UE-Israele.
I colloqui congiunti tra l’UE e Israele dovevano riprendere per la prima volta in un decennio nel 2022, ma l’iniziativa è caduta nel vuoto a causa di disaccordi.
Israele riceve attualmente circa1,8 milioni di euroall’anno nell’ambito della Politica europea di vicinato del blocco ed è un Paese associato a Horizon Europe, il programma di ricerca più importante dell’UE.
La lettera aggiunge che se la Commissione “ritiene che [Israele] sia in violazione, propone al Consiglio [europeo] di prendere in considerazione misure appropriate”.
“Siamo stati altrettanto chiari sul fatto che Israele ha il diritto di difendersi da tali attacchi, ma questo può essere esercitato solo in linea con il diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario e il diritto internazionale dei diritti umani”, hanno scritto i due leader in riferimento all’attacco di Hamas contro Israele del 7 ottobre.
Balthazar
nella foto la Corte Penale Internazionale
