Economia e Lavoro

L’Italia del lusso a rate: mutui per le ferie, leasing per l’autostima e finanziamenti per l’aperitivo

di Riccardo Bizzarri (*)

C’è chi sogna una casa, chi un futuro migliore. E poi c’è l’italiano medio del 2025 che sogna… un aperitivo al tramonto in centro città. Finanziato in 24 comode rate. Perché sì, oggi non conta poterselo permettere, ma apparire come se potessi.
Lo diceva anche Oscar Wilde: “Solo i superficiali non giudicano dalle apparenze.” E noi, in quanto popolo profondo, viviamo solo per apparire.

Benvenuti nella nazione del “voglio ma non posso, però me ne frego”, dove basta un selfie con un Hugo e una maglietta griffata per sentirsi parte dell’élite. Poco importa se per arrivare lì hai dovuto ipotecare la tredicesima del 2032. I like valgono più del saldo in banca.

Nel 2024 il volume dei finanziamenti al consumo è salito del 5,3%, superando i 169 miliardi di euro. Per capirci: l’unico indice in crescita stabile in Italia non è il PIL, non è l’occupazione, non è nemmeno il numero di nascite ma è il credito al consumo.
Un tempo si diceva “chi ha il pane non ha i denti”, oggi si potrebbe dire “chi ha la borsa firmata non ha il conto corrente”.

E attenzione: non stiamo parlando di beni necessari. Qui parliamo di leasing per SUV che non passano nei vicoli del centro storico, mutui per 10 giorni a Ibiza, e finanziamenti per il piumino con la targhetta dorata (sennò che senso ha?).

A febbraio il Taeg sulle nuove operazioni ha toccato il 10,45%. In Francia si scandalizzano per un 6,73%, in Germania si agitano per l’8,34%.
Noi? Noi brindiamo con prosecco e bolle (di sapone finanziarie) al nostro primato europeo. Perché siamo italiani: se dobbiamo farci male, almeno lo facciamo con stile.

E non è tutto: l’Italia è regina assoluta anche per incidenza del credito al consumo sul totale dei prestiti. Il 18,9% dei finanziamenti? Non per casa, salute o studio. No, troppo noiosi.
Meglio per l’ultimo iPhone, per il tatuaggio motivazionale “Carpe Diem” sul costato, o per l’abbonamento in palestra frequentata due volte e poi abbandonata perché “non ho tempo, ma almeno ho pagato”.

Siamo campioni dell’acquisto emotivo a tasso fisso, pionieri della felicità temporanea a rate mensili. “Chi ha detto che i soldi non fanno la felicità… probabilmente non aveva la carta giusta” – dice il nuovo motto non ufficiale del Paese.

E intanto?
Si fanno carte false – letteralmente – per un’auto in leasing: “perché dai, mica posso presentarmi al bar col Cinquino”.
Ci si indebita per vacanze da postare su Instagram (“hashtag #blessed, ma col mutuo vacanze fino al 2029”), e si ignora il concetto di realtà economica, ormai derubricata a “cosa da boomer”.

Nel frattempo i nostri nonni, quelli veri, facevano cambiali per comprarsi il trattore, risparmiavano sulle sigarette per pagare l’affitto, e le vacanze le facevano in cortile con una sedia di plastica e l’anguria in frigo.
Avevano una cosa che oggi è scomparsa come i gettoni telefonici: il senso del limite. E soprattutto, il contante. Quello vero. Non la carta revolving che oggi chiami “libertà”, ma che in realtà è solo un guinzaglio colorato.

Sì, è vero, “i tempi sono cambiati”. Ma cambiare non significa perdere il buon senso e chiamarlo progresso.

Oggi invece il concetto dominante è:

  • Se non puoi permettertelo, finanzialo.
  • Se non puoi finanziarlo, trova un garante.
  • Se non trovi nemmeno quello, chiudi gli occhi e firma comunque.

Come scriveva Mark Twain, “la realtà può essere superata solo dall’immaginazione”. E noi l’abbiamo presa sul serio: viviamo sopra le nostre possibilità, immaginando di essere ciò che non siamo. E soprattutto senza preoccuparci di chi pagherà il conto (spoiler: lo pagheremo noi. Con gli interessi. Letteralmente).

Così si costruisce il futuro, no?

O meglio: così si costruisce una bolla. Ma tranquilli, l’importante è che abbia il logo giusto sopra.

“Dazi, guerre, calamità naturali? Ma chi se ne frega… l’importante è non saltare il weekend fuori porta: con la rata giusta, anche l’apocalisse diventa instagrammabile.”

 

(*) Giornalista

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