di Giuliano Longo (*)
A soli 14 mesi dalla fine del suo mandato Macron si sta affannando per stabilire come la Francia possa sfruttare appieno la potenza del suo arsenale nucleare per garantire la sicurezza dell’Europa. L’ideona in se è giusta, ma tocca vedere se in poco più di un anno – un po meno se si considerano i tempi della campagna elettorale per le presidenziali in Francia – riuscirà ad assumere impegni concreti.
Dopo decenni trascorsi sotto l’ombrello nucleare americano, i governi europei, in particolare quelli di Berlino e Varsavia, – più l’appendice dei Paesi Baltici- stanno accogliendo sempre più con favore l’idea che Parigi possa utilizzare il suo arsenale atomico – ignara dei moniti del Cremlino che provvederà con misure analoghe schierando armamenti nucleari in Bielorussia e nell’enclave di Kaliningrad.
Certamente pesano i timori sull’affidabilità del presidente di Trump come alleato, ma fra il dire ei fare ci stanno di mezzo i fatti piuttosto che la tradizionale retorica del presidente francese.E poi siamo sicuri che tutti i Paesi UE – già coperti dal nucleare USA, fra cui l’Italia – accettino con entusiasmo la primazia della Francia?
Come non bastasse se la deve vedere con il partito di opposizione di estrema destra e scettico nei confronti della NATO, il Rassemblement National di Marine Le Pen, è in testa nei primi sondaggi in vista delle elezioni presidenziali 2027.
Solo le mosse di più vasta portata – ad esempio, schierare caccia Rafale con capacità nucleare in nazioni europee, o posizionare testate nucleari francesi all’estero – potrebbero essere revocate dal prossimo presidente francese senza indebolire la credibilità della Francia e in presenza di vincoli politici o economici.
La Francia ha da tempo suggerisce che le sue circa 300 testate potrebbero svolgere un ruolo più importante per la sicurezza europea, ma la Germania, con istinti transatlantici più sviluppati, è tradizionalmente più cauta. Tuttavia la situazione sta cambiando e all’inizio di questo mese il cancelliere tedesco Merz ha aperto la strada all’impiego di armi nucleari francesi e britanniche da parte delle forze tedesche. Mentre i polacchi pare vogliano marciare per conto proprio con gli Stati Uniti, un pelino più affidabili.
Teoricamente le opzioni includono un aumento delle testate nucleari francesi e la partecipazione dei paesi europei all’esercitazione di punta francese “Poker”, che simula un raid nucleare. In tal caso verrebbe superata la “linea rossa” consentendo a Parigi di premereil pulsante che scatenerebbe la guerra mondiale. ,A differenza del Regno Unito, Parigi non fa parte del Gruppo di Pianificazione Nucleare della NATO, sebbene i presidenti francesi abbiano sempre sottolineato che gli interessi nazionali vitali della Francia hanno una dimensione europea.
Già dalla NATO avvertono che limitare la cerchia difensiva della Francia a specifici paesi dell’UE potrebbe inviare un segnale sbagliato a Vladimir Putin che ha già detto come la pensa.
I leader del partito di estrema destra francese sono apertamente espressi contro il dialogo nucleare di Macron con gli alleati europei e il partito è diviso internamente sulla sua posizione nei confronti della Russia e crede fermamente nel ritiro dalla struttura di comando integrata della NATO.
“Il potere nucleare appartiene ai francesi”, ha dichiarato Marie Le Pen, mentre il suo protetto Jordan Bardella, l’attuale favorito per la presidenza dopo Macron, ha adottato un tono più aperto affermando che la difesa degli interessi francesi “non si ferma ai confini [francesi]”, ma non appoggia l’impegno di Macron in materia di ombrello nucleare.
La prospettiva di una vittoria del Raggruppamento Nazionale l’anno prossimo sta creando “un problema di credibilità per l’offerta francese“, e alcune capitali europee stanno già tenendo conto di questo aspetto, tanto che a Berlino si sta già lavorando partendo dal presupposto che il prossimo presidente francese sarà Le Pen o Bardella.
Con quale prospettiva non è chiaro visto che l’estrema destra è il secondo partito in Germania e probabilmente la pensa come i camerati francesi.
Rimane poi il grande quesito: come la pensa Trump che mantiene circa 200 armi nucleari tattiche in Europa, distribuite in basi NATO in Belgio, Germania, Italia, Olanda e Turchia e la sola Italia ospita 90 testate tra Aviano e Ghedi?.
Ma c’è un’altra pericolosa difficoltà. I servizi segreti esterni russi (Svr) ritengono che, in violazione del Trattato di non proliferazione nucleare, “Gran Bretagna e Francia vogliano fornire armi nucleari all’Ucraina”. Il britannico Starmer nega, Parigi tace.
E se ci fosse invece qualcosa di vero? Il portavoce del presidente russo Vladimir Putin, Dmitry Peskov, ha condannato i presunti piani di Parigi e Londra, affermando che “rasentano la follia”, mentre Mosca fornirà agli USA le informazioni sul piano. “Gli americani – ha detto Yuri Ushakov, consigliere per la politica estera del presidente Vladimir Putin – saranno informati di tutto, naturalmente. Questa informazione gliela faremo arrivare”.
(*) Analista geopolitico ed esperto di politica internazionale
