Economia e Lavoro

Manovra, detassazione per i rinnovi contrattuali, ripresentato l’emendamento

 

L’emendamento di Fratelli d’Italia alla legge di bilancio con cui si punta a estendere la detassazione degli aumenti retributivi erogati nel 2026 e derivanti dai rinnovi contrattuali, non solo ai rinnovi sottoscritti nel 2025 e nel 2026 (come previsto dalla manovra), ma anche a quelli avvenuti nel 2024, bocciato il 2 dicembre scorso, è stato nuovamente riformulato il 4 dicembre. La fonte di finanziamento arriverebbe stavolta dal Fondo sociale per l’occupazione e la formazione: le risorse necessarie vengono valutate in 167,4 milioni per il 2026 e a 26,9 milioni per il 2027.

Dopo il respingimento della prima riformulazione Mauro Lusetti, vicepresidente di Confcommercio con incarico alla contrattazione, si era detto dispiaciuto che fosse stato “giudicato inammissibile il nuovo emendamento, una misura che va nella direzione di rafforzare i redditi dei lavoratori e sostenere i consumi delle famiglie. Ribadiamo la necessità di estendere il meccanismo anche ai contratti rinnovati nel 2024, collegando il beneficio alla data di erogazione degli aumenti e applicandolo solo ai contratti comparativamente più rappresentativi“.

Senza questo intervento – ha detto Lusetti – resterebbero esclusi oltre cinque milioni di lavoratori del terziario e dei servizi, con il rischio di introdurre profonde disparità e rallentare il percorso di crescita. Confidiamo, dunque, che il Governo possa reintrodurre la misura, correggendo una distorsione che penalizzerebbe famiglie, imprese e l’intera economia”. 

Lusetti: “Sui rinnovi contrattuali piena sintonia con Giorgetti”

Commentando le dichiarazioni del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, (“se lo sforzo del governo sarà accompagnato, come mi sembra di capire, da quello delle parti sociali per rinnovare i contratti ed alzare gli stipendi a beneficiarne sarà tutto il Paese nel suo complesso“, ndr), Mauro Lusetti, vicepresidente di Confcommercio con incarico alla contrattazione, ha sottolineato che “Confcommercio attraverso gli ultimi rinnovi contrattuali ha dimostrato di essere in linea con lo spirito auspicato dal ministro Giorgetti che ha sottolineato l’importanza di chiudere i contratti e far crescere le retribuzioni dei dipendenti. Ricordiamo che Confcommercio ha già introdotto, con le organizzazioni sindacali, nel rinnovo del Ccnl terziario, una indennità che prevede una salvaguardia economica per i lavoratori in caso di ritardo delle trattative. Quindi, piena disponibilità e collaborazione da parte di Confcommercio per trovare soluzioni adeguate che rendano i rinnovi contrattuali più competitivi per le imprese e sempre più rispondenti ai crescenti bisogni dei lavoratori in termini di salari e strumenti di welfare“.

Ricordiamo, però – ha aggiunto Lusetti –  che la vera spinta che serve ora per rilanciare i consumi che ancora restano deboli, è quella di ridurre le tasse e un segnale importante che ci aspettiamo dal Governo è proprio quello di estendere il meccanismo della detassazione degli aumenti contrattuali anche ai contratti già rinnovati nel 2024, collegando il beneficio alla data di erogazione dell’aumento retributivo e non a quella di firma del contratto, applicandolo solo ai contratti comparativamente più rappresentativi”.

Assipan: “riconsiderare l’esclusione dalla detassazione per tutelare lavoratori e imprese”

“Siamo dispiaciuti che l’emendamento sulla detassazione degli aumenti contrattuali sia stato dichiarato inammissibile. Come Assipanfirmataria del rinnovo 2024, riteniamo fondamentale estendere il beneficio anche ai contratti rinnovati quest’anno per tutelare i redditi dei lavoratori ed evitare disparità nel settore”: così il presidente dell’Associazione italiana panificatori aderente a Confcommercio, Antonio Tassone.

“Pur comprendendo le difficoltà della finanza pubblica, crediamo sia prioritario sostenere l’economia reale. Nel 2024 abbiamo già compiuto un forte sforzo sugli incrementi salariali, difficilmente ripetibile nei prossimi rinnovi, e confidiamo che la detassazione possa ora rendere il settore più competitivo e attrattivo. Speriamo che il Governo possa riconsiderare la propria posizione e reintrodurre la misura trovando le opportune coperture. Accogliamo di contro, con favore la proposta di detassazione del lavoro notturno, auspicando che diventi strutturale per mestieri come l’arte bianca, dove il ricorso al lavoro notturno stesso è parte essenziale e talvolta imprescindibile dell’organizzazione produttiva”, ha concluso Tassone.

Related posts

Gentiloni: “L’Italia con Draghi può diventare protagonista della rinascita europea”

Redazione Ore 12

Superbonus: il conto per lo Stato sfiora i 131 miliardi

Redazione Ore 12

Ricerca Cgia su dati Unioncamere-Minlavoro: “Introvabili gli operai specializzati”

Redazione Ore 12