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Mattarella: “I valori europei non ammettono compromessi morali”

“Dialogo costruttivo, senso del bene comune, etica deontologica, così come disposizione a innovare e a costruire e accumulare capitale sociale produttivo. Sono i presupposti indispensabili alla crescita economica in Stati di diritto avanzati, come lo sono i nostri. Sono anche, a mio avviso, manifestazioni di quei valori fondamentali da noi condivisi e che hanno forgiato l’identità europea e non ammettono compromessi morali”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella orazione in occasione del dottorato honoris causa ricevuto dall’Università di Coimbra.

Ecco l’integrale del discorso pronunciato dal Capo dello Stato:

“Magnifico Rettore, Signor Direttore della Facoltà di Economia,

Signore e Signori Decani e Professori, Maestà Caro Presidente Rebelo de Sousa, caro Marcelo, Care studentesse e cari studenti, avverto l’onore di presentarmi, oggi, innanzi a un consesso di così grande autorevolezza, in qualità di candidato a ricevere il Dottorato Honoris Causa in Economia.

Nel corso del tempo questo prestigioso Ateneo, tra i più antichi, con i suoi tanti secoli di storia, ha reso vanto alla migliore tradizione accademica del nostro continente, rappresentandone un’eccellenza unanimemente riconosciuta. Ne sono testimonianza i risultati straordinari conseguiti in vari campi del sapere umano e i molti illustri studiosi che qui si sono formati, vi hanno insegnato o condotto le loro ricerche.

Desidero pertanto esprimere al Magnifico Rettore, al Senato Accademico e alla Facoltà di Economia la mia profonda riconoscenza.

Condividere il privilegio del conferimento con Sua Maestà il Re di Spagna ed essere presentato, qui accompagnato, dall’eccellentissimo Presidente della Repubblica Portoghese, è per me circostanza di ulteriore inestimabile valore: certamente, per gli alti sentimenti di stima e amicizia nei loro confronti; e per il richiamo, intensamente significativo, alla vicinanza tra i nostri Paesi e i nostri popoli, idealmente riuniti in questo luogo votato agli scambi di cultura e di conoscenza.

Su tali scambi, secolo dopo secolo, abbiamo saputo irrobustire il nostro legame: sollecitato dalla prossimità geografica; propiziato dalle medesime origini latine dei nostri idiomi e costumi; persino ispirato dalla comune vocazione marittima, sia nelle forme pionieristiche dell’esplorazione navale, sia nell’impegno, sempre attuale, alla tutela della libertà dei mari.

Ci unisce del resto la consapevolezza dell’importanza anche economica di ecosistemi protetti, inclusi quelli marini, e della necessità di salvaguardare tutte le risorse della natura a vantaggio delle generazioni presenti e future.

Del resto, che ricerca nelle scienze naturali ed evoluzione della dottrina economica si prestino a proficue contaminazioni euristiche è peraltro ben percepibile già negli studi settecenteschi di un insigne accademico di Coimbra, Domenico Agostino Vandelli. Insigne naturalista e botanico italiano, qui a Coimbra fu professore di Chimica e Storia Naturale, contribuendo in Portogallo allo studio delle scienze naturali e dimostrandosi al contempo cattedratico dal multiforme ingegno e dai molteplici interessi, anche in campo economico e finanziario.

Considero tra i compiti più nobili e avvincenti delle istituzioni universitarie quello di stimolare questa genuina, spesso poliedrica, aspirazione di tanti giovani alla conoscenza e al confronto. Sono convinto che ne discendano dialogo costruttivo, senso del bene comune, etica deontologica, così come ne discende disposizione a innovare, a costruire e a cumulare capitale sociale produttivo. Sono questi dei presupposti indispensabili alla crescita economica in Stati di diritto avanzati, come lo sono i nostri. Sono anche, a mio avviso, manifestazione di quei valori fondamentali da noi condivisi e che hanno forgiato l’identità europea e non ammettono compromessi morali.

Se prendo ad esempio la nostra storia, essa è stata per certi aspetti segnata da tappe di un tragitto affine. Abbiamo affrontato battaglie simili affinché prevalessero nelle nostre società gli ideali di democrazia, di libertà, di rispetto dei diritti dei cittadini, di pluralismo politico, ripudiando regimi autoritari e oscurantisti. Ho sempre trovato particolarmente evocativo che le rispettive ricorrenze del 25 aprile accomunino il popolo portoghese e quello italiano, celebrandone il percorso democratico sostenuto dal coraggio delle rispettive genti.

Questa evoluzione ha trovato sostegno e nutrimento nel progetto ambizioso della Comunità europea, cui questa prestigiosa Università partecipa formando futuri leader: penso ad esempio alla nuova Mediatrice europea, Teresa Anjinho, “Alumna” della Facoltà di Giurisprudenza presso questo Ateneo, e formatasi anche in Italia, prima nell’Università di Roma – dove anch’io ho studiato – poi a Padova. Le spetta un compito fondamentale: rafforzare fiducia tra Unione e cittadini, sostenendo i più elevati standard di integrità nelle istituzioni comunitarie.

Il mio auspicio è che ciò sia d’esempio per le studentesse e gli studenti di questa e di ogni altra Università europea.

Nelle prossime settimane, come vuole la centenaria tradizione di questo Ateneo, i suoi studenti celebreranno il termine dell’anno accademico nella Queima das Fitas. Il mio augurio, per queste giovani promesse, è che il fuoco che brucerà i nastri in questa cerimonia simbolica sia loro di ispirazione, come faville perseveranti di speranza e di impegno per il futuro proprio, del proprio Paese, dell’Europa e del mondo.

Ringrazio nuovamente tutti i presenti per l’onore oggi concessomi di entrare a far parte del percorso di questa Università”.

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