di Margherita Lopes
(LaPresse) – Ebbene sì: “Esistono alimenti ‘amici del cervello’, ma non nel senso magico: il nostro cervello lavora bene quando ha glucosio stabile, acqua, ferro, vitamina B12 e iodio adeguati, ma anche sonno e pasti regolari”. Lo ricorda a LaSalute di LaPresse Sara Farnetti, specialista in Medicina interna ed esperta in nutrizione funzionale, che avverte: nei giorni della Maturità 2026 “l’obiettivo non è ‘potenziare’ lo studente, ma evitare di sabotarlo”.
Come? “Prima regola: niente esperimenti. Nei giorni prima e durante l’esame è meglio non cambiare drasticamente dieta, introducendo integratori nuovi, beveroni, energy drink o digiuni ‘per stare leggeri’, perché la Maturità non è il momento giusto per fare trial clinici sul proprio stomaco”, raccomanda Farnetti. Cosa fare, allora? “La colazione è un punto chiave: le revisioni sugli adolescenti indicano che fare colazione, rispetto al digiuno, può avere effetti positivi su attenzione e prestazione cognitiva nella mattinata. Ma anche la composizione conta, perché una colazione a basso indice glicemico sembra più favorevole rispetto a una molto zuccherina”, precisa l’esperta. E ai pasti? Sono utili carboidrati complessi associati a proteine, “come pasta o riso senza esagerare, pane integrale, patate, legumi, pesce, uova, carne bianca, yogurt greco e formaggi freschi, perché il cervello vuole energia, ma non montagne russe glicemiche. Tra gli alleati ci sono anche i grassi buoni, come olio extravergine d’oliva, frutta secca e pesce azzurro: non fanno miracoli in 48 ore, ma sono il terreno buono su cui il cervello cammina da tempo”.
C’è poi un elemento sottovalutato: “L’acqua, potentissima nella sua banalità perché anche una lieve disidratazione può peggiorare attenzione, memoria di lavoro e tempi di reazione, soprattutto in bambini e adolescenti”, puntualizza Farnetti. Zuccheri semplici e snack dolci, come biscotti, merendine, bibite, caramelle, succhi e barrette ultra-zuccherate sono invece falsi amici: danno una spinta rapida ma spesso breve. “Poi possono arrivare fame, sonnolenza, irritabilità o calo di concentrazione; l’Oms raccomanda di tenere gli zuccheri liberi sotto il 10% dell’energia giornaliera, meglio ancora sotto il 5% quando possibile”, chiarisce la specialista. Snack salati e ultra-processati come patatine, crackers, prodotti da forno molto salati e fast food “non ‘spengono’ il cervello, ma possono aumentare sete, pesantezza e sonnolenza post-prandiale, rendendo più difficile stare seduti lucidi per ore”. E il digiuno strategico? Una “pessima idea, perché saltare colazione o pranzo per ‘essere più svegli’ può tradursi in tremore, fame, cefalea e ansia. Il cervello ama la regolarità, è un organo raffinato, ma abitudinario”, chiarisce Farnetti. La caffeina può aiutare vigilanza e tempi di reazione, “ma la dose fa il confine tra ‘sono sveglio’ e ‘sto discutendo con il mio sistema simpatico’. Un caffè espresso al mattino può andare se il ragazzo lo tollera già, mentre è meglio evitare caffeina dal pomeriggio in poi, soprattutto nei giorni prima dell’esame. E, soprattutto, non usarla per compensare: il debito di sonno – ammonisce Farnetti – non si paga col caffè, si paga dormendo”. E gli energy drink? “Più una trappola che alleati. Spesso contengono anche zuccheri e altri stimolanti come guaranà, taurina, ginseng o simili, e la quantità totale di caffeina può essere sottovalutata, soprattutto se il ragazzo beve anche caffè, cola o tè”. I rischi prima dell’esame di Maturità sono tachicardia, tremore, ansia, insonnia, nausea e peggioramento della concentrazione, elenca Farnetti. “L’energy drink promette il turbo, ma spesso consegna il conto, con cuore accelerato, sonno rubato e testa più rumorosa”.
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