Politica

  Meloni contro tutti: terremoto tra i vertici europei

 di Viola Scipioni

Sono state le parole di Sergio Mattarella: «in Europa non si può prescindere dall’Italia», seguite dal voto contrario per Kallas, Costa e l’astensione per Von der Leyen da parte dell’Italia a creare un grosso terremoto nei piani più alti delle istituzioni europee. La Presidente del Consiglio ha definito la scelta di non prendere in considerazione nessun esponente italiano come «logiche del caminetto»: secondo Meloni, infatti, sono i conservatori e non i liberali il terzo gruppo del Parlamento europeo. «Non era mai successo che incarichi che dovrebbero essere neutrali venissero utilizzati in una logica di maggioranza e opposizione. Questo crea un precedente molto discutibile per l’idea che abbiamo di Europa». Un segnale forte dalle élite europee quello di non prendere in considerazione i conservatori, soprattutto quando si tratta di mettere in atto i risultati dei voti dei cittadini.

La posizione di Meloni è stata acclamata anche da alcuni esponenti europei, nonostante sia stata l’unica leader ad astenersi per Von der Leyen e a respingere Kallas e Costa: il premier cipriota Christodoulides ha affermato che Meloni «su alcune delle questioni che ha sollevato, vedo e riconosco che ha ragione». Più polemico invece è stato il premier belga De Croo: «a volte la zuppa non viene mangiata alla stessa temperatura in cui viene servita», ha detto.

In Italia, Meloni è stata ampiamente appoggiata dal suo alleato Salvini: «quello che sta accadendo in queste ore puzza di colpo di Stato, perché milioni di europei hanno votato e hanno chiesto un cambiamento dell’Europa da tutti i punti di vista. E che cosa ti ripropongono quelli che hanno perso voti? Le stesse facce: Ursula von der Leyen, un socialista al Consiglio europeo e una persona indicata da Macron per la politica estera».

Un periodo difficile per la premier che non solo si ritrova a dover gestire incongruenze in ambito europeo ma anche in casa propria: la recente indagine tra le fila di Gioventù Nazionale di Fanpage e le sconfitte locali in ambito di elezioni amministrative non rendono semplice la sua vita politica, soprattutto con gli attacchi delle opposizioni: «Meloni non sa perdere» avrebbe detto, infatti, la segretaria del Pd Elly Schlein.

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