Primo piano

Meloni: “l’Italia farà di tutto per evitare lo scontro tra Stati Uniti e Unione Europea”

di Andrea Maldi

“Non considero il presidente degli Stati Uniti un avversario e continuerò a rispettare il primo alleato dell’Italia. E’ nell’interesse di tutti superare le gravi tensioni nei rapporti transatlantici, possiamo avere buone relazioni con gli Stati Uniti e se c’è qualcosa che l’Italia può fare per evitare uno scontro con l’Europa e per costruire ponti, sarò pronta a farlo. Penso che l’Ue è frenata dalla lentezza del suo processo decisionale perché le reazioni di alcuni leader europei al presidente statunitense, Donald Trump, sono un po’ troppo politiche, anche se non è facile competere con qualcuno che in un giorno può firmare 100 ordini esecutivi. Sono conservatrice. Trump è un leader repubblicano. Sicuramente sono più vicina a lui che a molti altri, ma capisco un leader che difende i suoi interessi nazionali”, ha dichiarato il presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella sua prima intervista al Financial Times.

 

La primo ministro italiana spera che la politica di Trump possa rappresentare da incentivo sulla difesa europea, affinché si assuma la responsabilità della propria sicurezza. “Mi piace dire che una crisi nasconde sempre un’opportunità”, ha sostenuto Meloni.

Per quanto riguarda i dazi americani al 25%, che dalla prossima settimana dovrebbero abbattersi sull’Ue, la presidente del Consiglio italiano ha asserito che negli Usa il protezionismo esiste da prima di Trump, i dazi li avrebbe iniziati Joe Biden con l’Inflation Reduction Act.

 

Per ultimo Giorgia Meloni ha anche manifestato fiducia nei confronti di Donald Trump nella sua mediazione di pace nel conflitto russo-ucraino, a dispetto di molti in Europa che invece temono che il Tycoon stia preparando un accordo di pace svantaggioso per l’Ucraina. Evidenziando però, che gli Stati Uniti devono fornire forti garanzie per una pace duratura. Appoggia l’estensione del principio di difesa collettiva dell’ articolo 5 della Nato all’Ucraina in caso di attacchi come garanzia dopo il cessate il fuoco – “un’aggressione a uno dei suoi membri equivale a un’aggressione a tutti” – definendolo “più facile ed efficace rispetto ad altre mozioni”.

Rimane però dubbiosa sulla proposta franco-britannica di una «forza di rassicurazione» europea per l’Ucraina, che potrebbe essere vista dalla Russia come una provocazione.

Tuttavia anche l’Italia non è in linea con la spesa alla difesa, pari all’1,5% del Pil, mezzo punto in meno dell’obiettivo della Nato del 2%, finendo anch’essa sul banco degli imputati di Trump.

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