Economia e Lavoro

Mercosur, gli agricoltori tornano in piazza. Il 20 l’invasione a Strasburgo

Prosegue la mobilitazione permanente degli agricoltori davanti alla sede del Parlamento Europeo con l’obiettivo di bloccare le azioni della Von der Leyen e dei tecnocrati della Commissione che mettono a rischio il reddito degli agricoltori europei e 400 milioni di cittadini. Questa l’accusa che la prossima settimana porterà in Piazza a Strasburgo, nuovamente, gli agricoltori europei. Mobilitati anche quelli italiani con Coldiretti, Cia Agricoltori e Confagricoltura.  La firma del Mercosur senza reciprocità e le dovute garanzie sui controlli sarebbe per le rappresentanze agricole oltre che un grave danno per cittadini consumatori e agricoltori, un pericoloso precedente per tutti i futuri possibili accordi che permetterebbero così di far entrare in Europa, e finire sulle nostre tavole, cibi prodotti senza gli stessi standard sanitari, ambientali, di lavoro etico e di sicurezza alimentare per i consumatori europei, che sono richiesti agli agricoltori della Ue. Importare prodotti che sono realizzati con regole completamente diverse e con lo sfruttamento della manodopera minorile riteniamo che sia un’ingiustizia non solo fatta nei confronti dell’agricoltura, ma fatta nei confronti dell’intera collettività. La nostra battaglia, la nostra mobilitazione, continuerà finché non saremo riusciti ad ottenere delle risposte chiare da parte delle istituzioni europee.  Anche Confagricoltura aderisce alla manifestazione promossa dall’organizzazione degli agricoltori francesi (FNSEA) per il 20 gennaio. Senza garanzie per il principio di reciprocità, il settore agricolo europeo si troverà ad affrontare la concorrenza sleale di produzioni sottoposte a standard qualitativi e ambientali molto meno rigorosi. L’agricoltura sta vivendo una fase importante e delicata. Da una parte, il processo di transizione tecnologica e scientifica per adattare le colture alle nuove sfide climatiche. Dall’altra, l’allargamento dei mercati internazionali che richiede regole chiare e valide per tutti. Chi vuole esportare verso l’Unione europea deve cioè rispettare le stesse, identiche regole produttive, ambientali dei nostri agricoltori. Quello con il Mercosur è un accordo che, al netto del comparto vino, è sbilanciato a favore dei produttori sudamericani.Martedì prossimo Confagricoltura sarà a Strasburgo con il Copa-Cogeca e le altre Organizzazioni europee, per un accordo che preveda meccanismi efficaci e tempestivi di tutela delle aziende, della produzione agricola italiana ed europea e dei consumatori. In piazza anche Cia agricoltori. “Nell’accordo Ue-Mercosur non ci sono ancora le dovute garanzie a tutela di agricoltori e cittadini, europei ed italiani. Per questo manifesteremo, con una numerosa delegazione di agricoltori, il 20 gennaio a Strasburgo”. Ad annunciarlo il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini che precisa: “Lo accetteremo solo alle nostre condizioni”. Per Cia, come già sottolineato, la soglia di salvaguardia scesa dall’8% al 5% è stata un segnale lieve e piuttosto parziale, che riguarda solo l’avvio delle indagini, ma non fa scattare, in automatico, la clausola. “E questo è, comunque, solo un aspetto di tutta la partita -continua Fini-. Ribadiamo che vogliamo, nero su bianco, il rispetto del principio di reciprocità: stessi standard produttivi, sanitari e ambientali che noi agricoltori garantiamo da sempre in Europa. Pretendiamo controlli serrati su tutte le merci in arrivo dal Sud America, insieme a clausole di salvaguardia realmente rapide ed efficaci. Perché solo a parità di regole e di condizioni non c’è concorrenza sleale. Lo dobbiamo ai nostri produttori, che ogni giorno lavorano con responsabilità e sacrificio. Lo dobbiamo, soprattutto, ai consumatori, che hanno diritto a cibo sano, sicuro e trasparente. Queste le rivendicazioni di Cia, pronte ad animare la protesta a Strasburgo e che -conclude Fini- il Parlamento europeo non potrà permettersi di ignorare”. Cia sarà in prima linea, insieme al Copa-Cogeca, per difendere l’agricoltura europea, già travolta da una crisi senza fine e impegnata nell’ardua battaglia sulla Pac, e per assicurare al Made in Italy, e alla sua qualità, i giusti presupposti in tutti gli scambi commerciali internazionali.

Red

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