Economia e Lavoro

Mercosur, Prandini (Coldiretti): “Continueremo a protestare per difendere agroalimentare italiano ed europeo”

 

Continueremo a manifestare finché l’agricoltura e l’agroalimentare non saranno trattati con la stessa attenzione riservata agli altri settori produttivi dell’economia, che si tratti dell’accordo col Mercosur come delle politiche di bilancio dell’Unione”.

Lo ha dichiarato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

Sul Mercosur Prandini ha ribadito la necessità di inserire il principio di reciprocità: “Se noi siamo rigidi in termini di regolamenti all’interno dei confini europei, gli stessi regolamenti devono valere anche quando importiamo prodotti provenienti da altri continenti – ha sottolineato –. Diversamente, rischiamo di distruggere la nostra agricoltura e la nostra filiera agroalimentare, favorendo l’importazione di cibo che in molti casi comporta lo sfruttamento del lavoro minorile, l’utilizzo di agrofarmaci vietati in Europa da oltre 40 anni perché pericolosi per la salute dei cittadini e l’impiego massiccio di antibiotici nelle filiere zootecniche, con l’unico obiettivo di far ingrassare più velocemente gli animali”. Pranbdini ha lodato la presa di posizione del Presidente del Consiglio italiano e del Presidente francese e lanciato una stoccata al presidente tedesco Merz, con “una Germania ancora una volta incapace di adottare una visione realmente europea e di contribuire a mettere in condizione di crescere tutti gli Stati membri”.

Sul piano della Commissione di tagliare 90 miliardi di fondi Pac il presidente della Coldiretti ha ricordato che “in tutto il mondo i Paesi stanno investendo sull’agricoltura per produrre più cibo. L’Europa, che rappresenta un punto di riferimento mondiale per la qualità, decide invece di fare esattamente l’opposto. Questo per noi è ovviamente inaccettabile, ma dovrebbe esserlo per l’intero scenario politico europeo, considerando che oggi l’agroalimentare è la prima voce di esportazione in termini di valore per l’intero continente. Per il nostro Paese, inoltre, la filiera genera complessivamente 707 miliardi di euro di valore, occupa 4 milioni di persone e punta a raggiungere, entro la fine del 2025, un record di esportazioni pari a 73 miliardi di euro”.

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