Politica

Migranti: Meloni, no boomerang, Patto tutela Italia. Premier a Nyt, con Trump pensavo fosse più facile

 

di Luca Rossi (*)

“Elly Schlein parla di ‘boomerang’ e di un presunto fallimento del Governo nella gestione dei migranti. Ma prima di fare propaganda sarebbe utile conoscere la differenza tra le questioni di cui si parla”. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, contrattacca dopo l’affondo di ieri della segretaria del Pd sulla questione dei trasferimenti in Italia di richiedenti asilo da parte di alcuni Paesi europei, a cui si è aggiunta oggi anche l’Olanda. La premier, che a Taranto in serata partecipa all’apertura dei Giochi del Mediterraneo, sbotta in un post su Facebook: “Schengen e il Patto su Migrazione e Asilo sono due cose completamente diverse e non c’entrano nulla tra loro. Ed è proprio il nuovo Patto che segna una svolta positiva per l’Italia nella gestione dei migranti cosiddetti ‘Dublinanti'”, tanto che “sarà più semplice effettuare rimpatri accelerati”.

Meloni fa poi i conti: “Dal 2023 a oggi l’Italia ha respinto circa 80mila richieste di presa in carico provenienti da altri Stati membri. Ed è grazie alla fermezza di questo Governo se l’Italia non si è limitata ad accettare passivamente tutto ciò che gli altri Stati ci chiedevano”. Ed ecco ancora una domanda retorica: “Cosa avrebbe fatto un Governo di sinistra? Probabilmente avrebbe accolto quelle richieste, aggravando ulteriormente la pressione sul nostro sistema di accoglienza e creando ancora più problemi nella gestione dei flussi migratori”, scrive ancora l’inquilina di Palazzo Chigi sui social. “La priorità per l’Italia resta, in ogni caso, il contrasto all’immigrazione illegale di massa, non decidere semplicemente come distribuire i migranti in Europa. E noi continueremo a lavorare per ridurre drasticamente gli arrivi irregolari: attraverso il rafforzamento delle frontiere esterne europee, la cooperazione con i Paesi di origine e transito, il contrasto ai trafficanti e una politica dei rimpatri più efficace”, conclude.

Ma a far discutere è anche l’intervista della presidente del Consiglio al ‘The New York Times’, in cui torna a parlare del rapporto con il presidente Usa, segnato da alti e bassi. “È evidente che con Donald Trump credevo che le cose sarebbero state più facili, data la nostra convergenza sull’immigrazione e sulla cultura woke. Le cose sono andate diversamente”, dice Meloni. I due leader non si parlano da diverse settimane, rivela la premier. E alla domanda se lei e Trump si risentiranno dopo la pausa estiva, risponde: “Beh, vedremo”. “Continuo a credere – sottolinea – che l’unità dell’Occidente sia qualcosa di molto importante. Non decido la strategia italiana sulla base dei miei rapporti personali”.

Al quotidiano statunitense, inoltre, Meloni confessa: “Non mi piace l’idea di un’Italia sottomessa, un’Italia che si considera inferiore alle altre”. L’obiettivo – aggiunge – è realizzare “la più grande rivoluzione possibile in questa nazione: una rivoluzione dell’orgoglio”. La premier, quindi, si descrive come “una persona che si impone delle regole. La prima regola è che non dico mai qualcosa che non penso. Non c’è modo di farmi dire qualcosa in cui non credo: il mio cervello va in cortocircuito”.

(*) La Presse

Related posts

Letta (Pd), correrà per entrare in parlamento. Candidatura a Siena

Redazione Ore 12

Meloni a Caivano: “Faremo vincere lo Stato sulla criminalità”

Redazione Ore 12

Enrico Letta: “Con la Lega lavoriamo per il successo del governo, per far uscire l’Italia dalla pandemia”

Redazione Ore 12