Cronaca

Migranti, nel porto di Taranto la Geo Barents. Testimonianza drammatiche: “In Libia chi non aveva i soldi per il viaggio veniva ucciso”

Emergono dettagli drammatici nei racconti dei migranti soccorsi in mare. “Un ragazzo ci ha raccontato di aver visto con i propri occhi persone uccise davanti a lui perché non avevano abbastanza soldi per pagare il viaggio”. È quanto afferma Fulvia Conte, responsabile dei soccorsi a bordo della Geo Barents, la nave che  con 85 persone a bordo. “Questa è la realtà di quello che avviene in Libia, di quello che avviene nel Mediterraneo centrale in cui ogni momento è importante tra la vita e la morte”, aggiunge. Intanto la nave è attraccata al porto di Taranto. “Abbiamo avuto a bordo con noi 85 persone, di cui 41 sono state soccorse in un’operazione molto difficile”, precisa Fulvia Conte. “Viaggiavano da tre giorni e durante le operazioni il barchino si è ribaltato e tutte le persone sono finite in acqua”. Poi su cosa accadrà, dal punto di vista giudiziario alla nave che è ora nel porto di Taranto: “Escludiamo il sequestro della Geo Barents, non c’è un motivo valido. Noi stiamo spendendo più soldi in legali che nella ricerca e soccorso. E’ un paradosso, è ridicolo. Noi stiamo salvando vite e stiamo consultando i legali per contestare ogni misura, ogni nuova regole per vedere se questo è in linea con la normativa, anche internazionale”. Lo afferma Juan Matias Gil, capo missione di Medici Senza Frontiere, presente  nel porto di Taranto dove è attraccata la Geo Barents. Gil sottolinea che “i soccorsi sono stati chiesti e coordinati dalle autorità italiane. Quindi, non c’è motivo per il sequestro e per qualsiasi tipo di sanzione”. “Le condizioni dei migranti sono buone, non ci sono grandi emergenze mediche. Abbiamo fornito loro le informazioni su quali sono i loro diritti”. Lo afferma Juan Matias Gil, capo missione di Medici Senza Frontiere, presente alle operazioni di sbarco, che cominceranno tra poco nel porto di Taranto, dove è attraccata la Geo Barents con 85 migranti a bordo, tra cui 9 minori non accompagnati. “Da 4-5 anni – afferma Gil – raccogliamo i racconti di storie di chi ci dice di aver visto persone uccise dai trafficanti in Libia solo perché non erano in grado di pagare il viaggio. In ogni missione che facciamo ci sono questi racconti. Lì ci sono violenze organizzate”.

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