di Marino Marini
Con la Germania “nessun braccio di ferro”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ospite questa sera a ’10 Minuti’, condotto da Alessandro Sallusti su Retequattro.
“Con la Germania, come del resto con la Spagna, noi abbiamo un rapporto di eccellente collaborazione”, assicura. “Tutta questa materia – sottolinea – viaggia su un duplice binario: quello dell’affermazione di regole europee e, quello della tutela degli interessi nazionali. Nel mezzo ci stanno questi confronti. Noi riteniamo che tutto quello che riguarda i cosiddetti ‘dublinanti’, quindi la vecchia regola per cui è competente ad assistere ai richiedenti protezione internazionale ai Paesi di primo approdo, sia stato oggetto di un accordo con la Germania, che ha di fatto azzerato i numeri precedenti e queste persone che si è detto che possano essere oggetto di trasferimento rientrano appunto in questi numeri pregressi”. “In più riteniamo che, nel ragionamento complessivo che si fa su questo tema, c’è anche il grande tema – che noi poniamo da sempre – delle persone che salgono in acque internazionali a bordo di navi di ONG che battono bandiera tedesca. È una discussione che stiamo avendo, serena e proficua. Sono sicuro che il rapporto di collaborazione che abbiamo con la Germania farà sì che comporremo questa questione con l’equilibrio con cui abbiamo sempre caratterizzato i nostri rapporti sinora”.
Rischio infiltrazioni terrorismo va sempre presidiato
A Ceuta “è successo qualcosa di molto importante, l’accesso di quasi 80mila persone, il permanere sul territorio di Ceuta di un numero variabile tra le 6 e le 10.000 persone” – e il pericolo in qualche modo che tra questi ci possano essere alcuni infiltrati”. Il rischio di infiltrazioni terroristiche “va sempre presidiato con la massima cautela”. A Ceuta “è successo qualcosa di incontrollato e incontrollabile”, quindi è possibile “che ci sia anche l’infiltrazione di soggetti che possano essere in qualche modo pericolosi per la radicalizzazione di tipo islamista”, spiega. “Il nord del Marocco è una zona sensibile da questo punto di vista” e ci sono “analisi che sono state fatte dalle agenzie di intelligence riguardo proprio i rischi di reclutamento”. Quindi “è un rischio che è stato denunciato anche dalle agenzie di intelligence spagnole ed è un rischio che va presidato con la massima cautela”.
Ci auguriamo Spagna scongiuri nuovo assalto a Ceuta
“Al momento sappiamo che le istituzioni spagnole e quelle marocchine si sono organizzate per contrastare l’eventualità” di un nuovo assalto di Ceuta. “Stiamo alla finestra, vediamo. Noi ci auguriamo sicuramente che la Spagna sappia in qualche modo, in collaborazione col Marocco, scongiurare un altro episodio come quello che abbiamo visto alla fine del mese di luglio”.
