La guerra di Trump

Nato: Wsj, Trump valuta punizioni contro Paesi membri contrari a guerra in Iran  

La Casa Bianca sta pensando di punire alcuni Paesi membri della Nato che, secondo il presidente Trump, non hanno fornito un sostegno adeguato agli Stati Uniti e a Israele durante la guerra contro l’Iran. Lo riporta il Wall Street Journal, citando fonti dell’amministrazione. La proposta prevederebbe il ritiro delle truppe Usa dai Paesi membri dell’Alleanza ritenuti poco collaborativi nello sforzo bellico contro l’Iran, per poi ridislocarle in nazioni che hanno dimostrato un maggiore sostegno.

Il piano, che nelle ultime settimane ha circolato e raccolto consensi tra gli alti funzionari dell’amministrazione, si trova ancora in una fase embrionale ed è una delle diverse opzioni attualmente discusse alla Casa Bianca per sanzionare la Nato. Ieri, il segretario generale dell’Alleanza Atlantica, Mark Rutte, ha incontrato Trump alla Casa Bianca, riferendo in seguito che il presidente Usa aveva espresso il proprio disappunto per il mancato sostegno alla guerra in Iran. Sempre ieri sera, Trump ha scritto su Truth che “la Nato non c’era quando ne avevamo bisogno, e non ci sarà se ne avremo bisogno di nuovo”. Queste le presunte posizioni di Trump al quale arrivano le repliche dall’Europa. Poi da registrare l’ormai nota sintonia del segretario generale della Nato Rutte nei confronti del Presidente Usa.

Rutte, alleati Nato lenti nel fornire sostegno a Usa

“Alcuni alleati sono stati un po’ lenti, a dir poco”, nel fornire il proprio sostegno agli Stati Uniti nella guerra in Iran. A onor del vero, sono stati anche colti un po’ di sorpresa. Al fine di preservare l’effetto sorpresa per gli attacchi iniziali, il presidente Trump ha scelto di non informare gli alleati in anticipo, ed è una scelta che comprendo”, ha aggiunto Rutte, che ieri alla Casa Bianca ha incontrato Trump. “Tuttavia, ciò che vedo, osservando il panorama europeo odierno, è un massiccio sostegno da parte degli alleati, ha aggiunto, sottolineando che “quasi senza eccezioni, gli alleati stanno facendo tutto ciò che gli Stati Uniti chiedono. Hanno ascoltato le richieste del presidente Trump e vi stanno dando risposta”.

Merz, non vogliamo sua divisione, è insostituibile

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha riconosciuto che la guerra con l’Iran è diventata un “stress test” per la Nato e ha affermato di non volere che essa gravi ulteriormente sulle relazioni transatlantiche. Merz ha dichiarato di aver discusso del futuro dell’alleanza con Trump in una telefonata mercoledì e di essersi offerto di riparlarne prima del vertice Nato di Ankara, in Turchia, a luglio. “E’ mia ferma intenzione fare tutto il possibile per preservare la protezione della Nato, compresi gli Stati Uniti d’America, per l’Europa”, ha affermato Merz. Il cancelliere tedesco ha aggiunto che “questa alleanza, almeno al momento, non può essere sostituita da nulla, quindi ho un grande interesse a preservarla e a svilupparla ulteriormente con il presidente americano”.

Da registrare l’ennesima durissima presa di posizione della Spagna nei confronti del Presidente Usa Trump.

Madrid a Trump, nessuno può obbligarci a entrare in guerra illegale

“Nessuno ci può obbligare a entrare in una guerra illegale che non è la nostra guerra e che sta provocando molti danni” e “nessun Paese può obbligare la Nato a entrare in una guerra che non è basata sul diritto internazionale”. Lo ha detto la ministra della Difesa spagnola Margarita Robles in un’intervista all’emittente LaSexta dopo che il presidente Usa Donald Trump ha lamentato che l’Alleanza atlantica “non c’era” quando Washington ne aveva bisogno. La ministra ha rimarcato che la Nato è “un’alleanza difensiva” e che “se un Paese decide unilateralmente riguardo a una guerra che non ha un ombrello internazionale, e il cui vero obiettivo non è ancora noto, le decisioni che prenderà sono un suo problema”. La Spagna è molto tranquilla a questo proposito, essendo un “alleato affidabile” che ha agito nel rispetto del diritto internazionale, ha concluso.

Su possibile castigo di Trump, non accettiamo minacce

La ministra della Difesa spagnola, Margarita Robles, ha detto poi che la Spagna non accetta “né lezioni né minacce da nessuno”, in riferimento al possibile castigo che il presidente Usa Donald Trump potrebbe infliggere alla Spagna per non essere stata collaborativa nella guerra all’Iran. Secondo il Wall Street Journal, la Casa Bianca starebbe pensando di punire alcuni Paesi Nato, tra cui appunto la Spagna, per non aver fornito un sostegno adeguato agli Stati Uniti e a Israele. La proposta prevedrebbe il ritiro delle truppe Usa dai Paesi membri dell’Alleanza ritenuti poco collaborativi, per poi ridislocarle in nazioni che hanno dimostrato un maggiore sostegno. Robles, in un’intervista a LaSexta, ha detto di non aver ricevuto comunicazioni dagli Usa a riguardo. Ha ricordato che l’uso delle basi di Rota e Moron deriva da un accordo siglato anni fa tra i due Paesi e ha affermato che queste basi svolgono un “lavoro fondamentale”. “Nessuno può sanzionare nè dire alla Spagna cosa fare, quando la Spagna agisce come paese libero, sovrano che crede e lavora per la pace”, ha aggiunto Robles.

Red

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