La guerra di Trump

L’Europa potrebbe pagare il conto anche dopo l’accordo Trump-Iran

di Balthazar

Da Gaza all’Ucraina e allo Stretto di Hormuz, Donald Trump ha l’abitudine di lasciare l’Europa a raccogliere i cocci e l’’Europa è chiamata a pagare un prezzo salato per porvi rimedio. I leader europei avevano già promesso di contribuire a bonificare il tratto di mare conteso una volta cessati i combattimenti. Ora non solo Francia, Germania e Regno Unito potrebbero ora essere chiamati per la costosa operazione di scorta navale e sminamento nello stretto, ma le loro navi commerciali potrebbero anche dover sborsare ingenti somme, solo per il privilegio di transitare. Mercoledì Trump ha dichiarato di stare valutando una “joint venture” con Iran e Oman per imporre un pedaggio. Se si considera inoltre che le bollette energetiche europee probabilmente rimarranno elevate per un lungo periodo – anche qualora il cessate il fuoco dovesse reggere- l l’Europa si trova a dover pagare sempre di più solo per rimanere parte di un’alleanza transatlantica diventata altamente imprevedibile.In sostanza l’Europa pagherà per la ricostruzione di Gaza. In Ucraina sta pagando per la guerra, ora potrebbe dover pagare anche per bonificare lo Stretto di Hormuz, in nome di una Alleanza che Trump ha ancora criticato nel corso dell’incontro delle segretario generale NATO, Rutte.Se i leader della UE dell’UE hanno salutato con favore la vittoria della diplomazia ora si preparano alla prossima grande sfida di come riaprire lo stretto. Macron, che si è scontrato con Trump sulla guerra, ha dichiarato mercoledì che un gruppo di 15 paesi, tra cui la Francia, avrebbe “facilitato la ripresa del traffico marittimo” attraverso lo stretto “una volta che le condizioni saranno favorevoli”.

Ma anche se distribuiti tra le marine di diverse potenze, tra cui l’Australia e il Regno Unito (non membri dell’UE), i costi di un’operazione del genere sarebbero considerevoli. L’operazione Earnest Will, guidata dagli Stati Uniti, che prevedeva la protezione delle petroliere kuwaitiane dagli attacchi iraniani nel 1987-1988, costò alle nazioni alleate partecipanti più di un miliardo di dollar. Con una dichiarazione rilasciata mercoledì, anche il ministro degli Esteri britannico Yvette Cooper ha menzionato la necessità di riaprire lo stretto, ma ha sottolineato l’esigenza di una “rapida risoluzione del conflitto” piuttosto che di scorte navali e operazioni di sminamento.Tuttavia anche l’impegno di Francia, Germania, Regno Unito e altri paesi a liberare lo stretto, non limiterà l’impatto della guerra sulle forniture e sui mercati energetici., mentre gli effetti anche solo di un cessate il fuoco si verificheranno solo fra mesi. Quindi tutti uniti nella cautela che si rifletterà probabilmente anche nell’incontro informale tra i leader europei che si terrà alla fine di questo mese a Cipro dove, oltre alle conseguenze della guerra con l’Iran, si discuterà anche di come finanziare l’Ucraina.E’ comunque evidente che l’Europa non ha il potere , di imporre la sua volontà al mondo, al massimo potrà cercare di negoziare per minimizzare gli effetti della guerra voluta da Trump e Netanyahu.

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